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cavalli coliche

Articolo scritto dalla Dott.ssa Francesca Agabio Medico Veterinario

Che relazione ci può essere tra la stagione fredda e le coliche? Non si era detto che i cavalli soffrono di più il caldo del freddo? A cosa prestare attenzione?

Sono tutti interrogativi che un proprietario di cavalli si pone giustamente, ancor più se siamo venuti a conoscenza di qualcuno a cui è appena capitato. E poi lo sappiamo, le coliche sono uno dei nostri incubi peggiori, a cui molte volte nemmeno noi medici veterinari sappiamo dare una risposta.

“Fino a poco fa stava bene” oppure “ non ne aveva mai sofferto”...

Insomma il cavallo certe volte sembra un’enorme opera di cristallo che basta un piccolo urto per mandarla in mille pezzi. E, a volte, non si può proprio aggiustare…

 

Ma come mai questo inverno sta facendo così tante vittime?

Io sono convinta che il cavallo stia meglio all’aperto, libero di muoversi e possibilmente con le minori “manipolazioni” da parte dell’uomo: coperta, fasce, cappucci vari… Eppure sono giunta alla conclusione che non possiamo ostinatamente pensare che ci siano delle regole e che queste debbano valere sempre e per tutti allo stesso modo.


Quest’anno ad esempio il clima è più freddo degli inverni scorsi, ma non tanto per le temperature in sé e per sé… quello che noto (e non lo noto solo io!) è che per quanto il numerino riportato dalla colonnina del mercurio (per chi ancora ce l’ha fatto così) non sia estremamente basso, la percezione di freddo è notevole.


Inizialmente mi sono detta che starò invecchiando e lo sento di più! Poi ho pensato che gli ultimi inverni sono stati straordinariamente miti (l’anno scorso a novembre c’erano le primule e le margherite nei prati!) eppure credo ci sia dell’altro… e devo dire che la conferma me la danno anche loro, i cavalli, che questa volta hanno messo tutti un bel pelo folto, anzi, in verità già da un po' di tempo, come se lo sapessero, che veniva freddo .

Ma sì, in fondo loro lo sanno, se ci fate caso si preparano prima…in effetti se devo lanciarmi in una previsione da sfera di cristallo (ma basata su oggettiva osservazione), credo che questo freddo stia per andarsene: Rastina perde già un po' di pelo!!!!

Infatti è documentato che la muta comincia dopo il solstizio d'inverno, quando le ore di luce cominciano ad aumentare progressivamente.


A proposito del pelo … ricordiamoci che uno dei fattori coinvolti nella termoregolazione è la cosiddetta PILOEREZIONE, ossia la capacità che ha ciascun crine di alzarsi, abbassarsi e cambiare direzione attraverso l’azione dei muscoli erettori del pelo. In questo modo si aumenta lo spessore dello strato di isolamento dato dal mantello.

I muscoli erettori del pelo, devono però come ogni altro muscolo del corpo, essere esercitati regolarmente per lavorare in maniera appropriata, e ovviamente la pratica di tosare elimina completamente il fattore di termoregolazione rappresentato dal mantello.


Una cosa utile per i cavalli che vivono all’aperto è portare almeno di notte una coperta da paddock, non pesantissima se hanno messo del pelo nel frattempo: durante la notte i cavalli tendono a muoversi di meno (in inverno) e quest’anno spesso c’è aria (quando non vento vero e proprio) gelida. Sul discorso coperta sì/coperta no ci sono pareri discordanti: come sempre bisogna valutare bene l’individuo e l’ambiente in cui vive.

È fondamentale che l’animale non subisca sbalzi di temperatura.

coliche calli freddoCome dicevo di notte tendono a stare fermi ma nelle ore più calde del giorno si muovono anche parecchio, sono attivi, anche perché non hanno i fastidiosi insetti e possono brucare quel po’ di vegetazione che resiste. Quindi diciamo che nel pomeriggio si scaldano, producono vero e proprio calore. Il loro mantello è naturalmente in grado di disperderlo  magari non sudano in inverno, ma traspirano. E questo avviene quando le temperature iniziano a scendere con l’avvicinarsi della sera. Bisogna quindi evitare che questo meccanismo sia ostacolato o peggio che durante questa fase siano esposti alle correnti d’aria.


Se li ritiriamo la sera facciamo attenzione anche agli spifferi e garantiamo comunque un buon circolo d’aria.


Altro punto fondamentale è l’acqua.

È vero che in natura bevono da corsi d'acqua ghiacciata, ma quando? Il cavallo si sposta alla ricerca dell’acqua e in effetti va a bere in certi orari. Lo possiamo notare anche noi, anche se in scuderia. Di solito beve dopo mangiato, o dopo attività fisica. Ecco!

Allora, personalmente non amo molto i beverini automatici: non consentono di controllare la quantità d’acqua assunta e quando non si ghiacciano erogano acqua molto fredda. Sarebbe meglio cambiare spesso l’acqua del secchio e mettergliela tiepida. Lo stomaco è sensibile alle temperature e il fatto di bere acqua ghiacciata può stimolare un riflesso nervoso a livello gastrico che si ripercuote poi sulla motilità intestinale.


Ovviamente se avete i beverini automatici verificate sempre che non si ghiaccino per evitare che il cavallo rimanga senza possibilità di bere (è questa una delle cause più frequenti di coliche da costipazione).


Molti cavalli, magari anziani o defedati, si muovono poco e bevono molto poco in inverno: ciò determina di conseguenza una ipomotilità del tratto gastroenterico, predisponendo ad accumulo di gas e/o costipazioni.

Per aumentare l'assunzione di acqua è consigliabile mettere il rullo del sale, oppure un altro trucchetto per chi ha il secchio dell’acqua è mettervi dentro una mela: la mela galleggia e il cavallo (goloso!) nel tentativo di prenderla beve!


Altra accortezza è quella di somministrare quotidianamente dosi di frutta e verdura fresca (non fredda o ghiacciata!) prediligendo sedano, finocchi e catalogna.


E’ vero che per ogni grado al di sotto della temperatura critica dovremmo aumentare l’energia della razione del 2,5% ma attenzione, poiché un eccesso di energia determina maggior calore da disperdere, e quindi maggior probabilità di essere esposti a sbalzi di temperatura.

In natura è fisiologico infatti che il cavallo perda un po' di peso durante l’inverno, anche in modo da non rischiare di aumentare eccessivamente durante la primavera: diciamo che in teoria dovrebbero consumare un po' delle scorte ( in termini di peso) accumulate in autunno.


Se però abbiamo un soggetto anziano, o comunque magro e desideriamo aumentare l'energia della razione ricordiamoci prima di tutto che ogni cambiamento di dieta va fatto gradualmente (in non meno di 15/20 gg) e che comunque sarebbe da preferire l’aggiunta di grassi vegetali piuttosto che aumentare la quantità di cereali che tra l’altro tendono ad abbassare il pH dello stomaco e a favorire la crescita di una flora batterica meno “sana”.


Facciamo anche attenzione a quali sono le piante che sono alla portata del nostro cavallo al paddock: il loro bisogno di fibra fresca infatti potrebbe portarli ad ingerire piante non adatte o addirittura pericolose (pini, rododendri o altri sempreverdi) così come a rosicchiare il legno, instaurando peraltro un pericoloso atteggiamento comportamentale.


È utile anche somministrare almeno un pastone caldo a settimana, di solito il lunedì, quando per tradizione si fa riposo in scuderia. Personalmente non amo i precotti, ma preferisco usare crusca orzo e semi di lino, che hanno azione emolliente e blandamente lassativa.


Un ultimo consiglio, ma forse il più importante: impariamo ad osservare il nostro cavallo.

Ascoltiamo i rumori della sua pancia appoggiandoci l’orecchio sia a destra che a sinistra, a livello della fossa del fianco, e osserviamo sempre come sporca .

Se qualcosa si discosta dalle sue abitudini, allertiamo il nostro veterinario di fiducia che saprà valutare se è il caso di visitarlo, oppure ci tranquillizzerà con le dovute spiegazioni.

 

Revisione editoriale a cura della Dott.ssa Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario