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Articolo scrtto dalla Dott.ssa Roberta Ricci medico veterinario

AAA024 18agosto04 Roberta RicciIncontro Tuscia in una mattina di primavera. Mi accoglie con un lieve scodinzolio, rimanendo sdraiata sotto al tavolino del salotto.

Rita, la sua compagna umana, come preannunciato al telefono, mi fa subito notare “l’aria triste e svogliata” della sua amata cagnolina.

Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

Se è vero che la scienza degli ultimi secoli si è limitata ad indagare il mondo della materia, è oggi più che mai urgente instaurare una scienza che si occupi della realtà spirituale del mondo in cui viviamo

Pietro Archiati

animali specchioPuò una dermatite cronica di un cane essere legata ad un conflitto che una ragazza ha con suo padre?

Si.

Da cosa si vede?

Dal fatto che nel momento in cui la ragazza affronta il conflitto e si riavvicina al padre la dermatite scompare.

Può un’ansia da separazione (detta anche “sindrome d’abbandono”) con manifestazioni distruttive da parte di un cane essere legata alla relazione che una donna ha con il padre che è morto quando lei aveva cinque anni?

Si.

Da cosa si capisce che c’è un collegamento?

Dal fatto che nel momento in cui la donna rivive l’esperienza dell’abbandono da parte del padre (avvenuta in tenera età) e fa riaffiorare la rabbia che ha contraddistinto quel momento e successivamente fa pace con quella esperienza e con suo padre, il cane smette di distruggere i mobili di casa quando è lasciato solo.

Gli animali sono lo specchio del nostro mondo interiore.

Certo uno potrebbe obbiettare: ma questo non è scientifico! e che dunque la guarigione dell’animale sarebbe avvenuta molto probabilmente comunque perché in fin dei conti si sa che le dermatiti passano e che i comportamenti mutano. Oppure: bene, ora che l’animale è guarito sicuramente questa metodica sarà possibile riprodurla con tutti i cani che hanno la dermatite o che distruggono i divani.

Fa parte della consapevolezza di ognuno di noi sapere che viviamo in un’epoca in cui il modello scientifico vorrebbe essere l’unico paradigma esistente in grado di definire le regole necessarie ad indagare la realtà.

Tuttavia, le cose non vanno proprio come gli scienziati vorrebbero che andassero.

In un bellissimo articolo riassuntivo pubblicato sul settimanale “The Economist” l’autore ha garbatamente spogliato, fino a renderlo quasi del tutto nudo, il paradigma della “scienza basata sulle prove di efficacia”, per difendere il quale non pochi ricercatori sarebbero probabilmente pronti a gettarsi nel fuoco. E – sorpresa – l’ha fatto con metodo scientifico.

Con dati alla mano e numeri statistici l’articolo mette in luce, al contrario della realtà propagandata che “lo scenario che abbiamo dinnanzi pare invece essere quello di una comunità scientifica autoreferenziale,affannata dalla corsa ai finanziamenti e concentrata quindi sull’ottenere risultati positivi “costi quel che costi”; di ricercatori al governo di una scienza esatta in virtù non già di risultati obiettivi, bensì della percezione stessa che la scienza ha di sé; di un “mercato” della ricerca non genuino, che restituisce a tutti noi risultati inautentici, sui quali poi noi stessi dovremmo basare le nostre quotidiane certezze”.

Ecco dunque che in uno scenario moralmente così compromesso dove gli interessi economici influenzano, in maniera netta, il risultato degli esperimenti a chi interessa indagare la realtà e le sue leggi universali non rimane altro che accedere ad altre proposte conoscitive in grado di soddisfare la propria sete di conoscenza.

Mi sono avvicinato alle Costellazioni Sistemico Familiari, molti anni fa, per indagare le dinamiche emozionali che non riuscivo a vedere riguardo alla mia famiglia.

Mi sono avvicinato alla Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner più di vent’anni fa perché negli scritti di Steiner ho trovato le spiegazioni di come è fatto l’Uomo riguardo al suo disegno evolutivo singolo e universale. Grazie all’antroposofia ho imparato a riconoscere le correnti spirituali che legano l’uomo e i regni di Natura al loro divenire cosmico.

La Scienza dello Spirito antroposofica, cercando di leggere entro i fenomeni del mondo, non solo li descrive nelle loro forme, nei loro movimenti e nelle loro leggi interiori ma si occupa allo stesso tempo anche di spiegare il senso del loro esistere all’interno dell’esistenza umana, da significato alla vita e il senso di ogni attività umana.

Steiner mette in rilievo che soprattutto nel 19° secolo si è andata affermando l’impostazione della ricerca scientifica ordinaria e tutto quello che vi è legato: da un lato l’osservazione correttamente condotta e l’esperimento, dall’altro l’intelletto e la deduzione ad esso congiunta.

In ogni caso tutto ciò serve solo alla conoscenza della componente fisica della realtà.

Al riguardo dichiara Steiner: questi dettami necessari alla ricerca scientifica comunemente intesa, hanno instillato nei ricercatori la certezza che si debba esclusivamente pensare e sperimentare per giungere ad un risultato scientifico, pertanto essi non sono sfiorati dalla possibilità che possa farsi della ricerca scientifica anche diversamente.

L’Antroposofia da lui concepita prende in considerazione la partecipazione dell’uomo al mondo spirituale proprio perché diverse questioni che proprio lo riguardano molto da vicino non sono davvero accessibili all’indagine scientifica-intellettualistica, come, per esempio, il problema dell’immortalità dell’anima umana, del destino e della realtà dei mondi non afferrabili dall’uomo per mezzo dei comuni sensi fisici.

Ma anche moltissime scoperte delle scienze naturali riescono incomprensibili se non si giunge a percepire l’elemento spirituale in esse nascosto.

Pure l’essenzialità del mondo sensibile esteriore rimane nascosta alla coscienza dell’uomo se non si percepisce lo spirituale intessuto in esso.

L’Antroposofia, in quanto scienza dello spirito che si prefigge di trattare ciò che non è accessibile ai sensi allo stesso modo con cui la scienza ordinaria tratta quelli sensibili, nasce proprio dalle esigenze conoscitive dell’umanità contemporanea.

Ecco perché io mi considero un ricercatore spirituale.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Margherita Carretti, Etologa e Naturalista a cura del dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

La compassione e l’empatia per il più piccolo degli animali
è uno delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono.
Charles Darwin

uomo animaleEssere mediatori nella reale relazione tra uomo e animali è prima di tutto un percorso su sé stessi.

Troppo spesso veniamo sopraffatti dalle aspettative, pretendendo dagli animali una costante disponibilità al contatto, gioia e rispetto nell’interazione, immaginando che accolgano ogni nostra richiesta con pazienza e senza opposizione.

Tutto questo si tramuta inesorabilmente in una fredda stanza grigia nella quale il controllo e l’ansia prendono il sopravvento.

Articolo scritto dal Dott Pietro Venezia medico veterinario

pietro veneziaMi è stato chiesto tempo fa da Macro edizioni come mi sarei immaginato un mondo a misura animale senza la presenza dell'uomo. La domanda era sicuramente intrigante e mi sono venute in mente varie immagini, alcune più buie riguardanti l'epoca dei dinosauri sempre dipinte con una eterna e cruenta lotta tra animali giganteschi, altre più idilliache con canti di uccellini e colori sgargianti di una natura in pace con se stessa, altre riguardanti le foreste pluviali quasi costantemente immerse nella nebbia, umide e di una potenza tale da farti sentire piccolo piccolo e parte di un sistema piuttosto che un dominatore del sistema.

Articolo scritto da Matteo Gandi a cura della Dott.ssa maria Cuteri medico veterinario

matteo grandiEsiste una importante fase nella vita dei cani in cui acquisiscono le capacità di conoscere e gestire gli stimoli sensoriali e sociali che provengono dal mondo esterno. Queste fasi vengono chiamate “periodi sensibili”, esse iniziano nel ventre materno e continuano per tutta la vita del nostro animale, sono momenti molto importanti per uno sviluppo equilibrato sia emotivo che comportamentale.