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Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli Medico Veterinario

 

Non esiste patto che non sia stato spezzato, non esiste fedeltà che non sia stata tradita, all'infuori di quella di un cane veramente fedele.

Konrad Lorenz

forza costellazioneÈ un dato di fatto, sperimentabile in prima persona da chiunque, che il cane vive una certa gioia nel fare le cose insieme a noi. Più noi condividiamo la nostra vita con lui prendendoci degli spazi specifici per fare delle esperienze insieme a lui più il nostro legame diventa saldo e più ci accorgeremo che il suo sguardo trasmetterà una richiesta di coinvolgimento sempre maggiore.

Fino a vedere che ci rimane perfino male quando, per vicissitudini varie, siamo costretti a lasciarlo a casa invece di portarlo con noi.

È un legame, quello che si instaura con il cane, che si rinforza giorno dopo giorno e diventa, ogni anno che passa, sempre più solido e profondo.

Personalmente ho sempre percepito una specifica forza, interna al cane, che potremmo definire come “cellulare”, cioè fin dentro le sue cellule; una forza che lo conduce verso l’Uomo e che lo spinge a cercare la relazione con lui; una forza dal cui influsso difficilmente può sottrarsi.

Certo, sicuramente in qualche cane, preso singolarmente, le ferite emozionali manifestatesi nella relazione con l’Uomo sono state talmente distruttive e/o prolungate nel tempo riuscendo ad andare talmente tanto in profondità da intaccare indelebilmente questa forza. In questi animali questa forza ha dunque perso la sua intensità e di conseguenza la relazione con l’Uomo è diventata meno interessante.

Ma la stragrande maggioranza dei cani però questa forza interiore ce l’ha ben salda, viva e vitale.

È una forza che permea i singoli cani ed è quindi presente in tutti i cani; una forza che diventa collettiva, di specie, o meglio, per essere proprio precisi precisi di sottospecie visto che è Canis Lupus Familiaris, sottospecie della specie Canis lupus alla quale appartengono oltre che i cani il lupo e i dingo.

Una forza che assume le fattezze di una corrente: una corrente evolutiva che da una direzione nuova e diversa a questa specifica parte del regno animale

Questa corrente evolutiva nasce nel Regno degli Animali percorrendo il Phylum dei Cordati (Chordata – con una struttura simile alla colonna vertebrale), il Superclasse dei Tetrapodi (4 arti), la Classe dei Mammiferi (dotati di mammelle), la Sottoclasse dei Placentati, l’Ordine dei Carnivori (mangiatori di carne) qui di divide in due correnti: il cane e il gatto. Seguendo il percorso di questa corrente evolutiva nel cane essa passa, in sequenza, attraverso il Sottordine dei Caniformi, la Famiglia dei Canidi, il Genere Canis e infine si manifesta fisicamente e cellularmente nella Specie Canis lupus Familiaris.

Ovviamente esiste una differenza abissale, dal punto di vista delle qualità archetipiche, tra la corrente che vive in un cane e quella che vive in un gatto; ma questo argomento verrà trattato sicuramente in altri articoli.

Durante una seduta di Costellazioni sistemico Famigliari per gli Anima-li la qualità di questa corrente evolutiva si è palesata in tutta la sua potenza.

Una ragazza ha portato in esame al gruppo il caso di una cane lupo cecoslovacco incrociato con un lupo che le era stato affidato. Dovete sapere che il lupo cecoslovacco è il frutto di un cane pastore tedesco incrociato con un lupo nella Cecoslovacchia negli anni 50. Un lupo cecoslovacco incrociato con un lupo possiede dunque tre quarti di sangue del lupo e un quarto di cane domestico. La forza che conduce il cane verso l’Uomo è dunque, di fatto, molto debole.

Mettendo in scena l’esperienza dell’animale, nella rappresentazione della Costellazione, è apparsa evidente la difficoltà che il cane aveva nel seguire una o l’altra corrente (quella che conduce all’Uomo piuttosto che quella che conduce alla vita selvatica).

Pur essendo più debole, la corrente che conduceva all’Uomo però era decisamente più interessante da scoprire, come se dentro il mondo umano, (per tutti i cani, o almeno per quegli animali che incarnano nelle loro cellule questa corrente evolutiva) ci fosse veramente un punto di arrivo davvero inevitabile.

Riguardo ad una cosa, però, bisogna essere onesti fino in fondo e cioè che per me è stato molto difficile distinguere esattamente se il cane fosse stato spinto o se fosse stato attratto dall'esperienza umana. Cioè se la forza che lo avvicina all’uomo fosse una forza che lo trascinava, attirandolo a sé o che lo spingeva come se provenisse da dietro.

Quello che è sicuro, però, e che lì, nell'esperienza umana c’era qualcosa della quale i cani non possono davvero fare a meno.

In questo senso la teoria della liberazione del cane dall'essere umano, come se effettivamente fosse possibile e auspicabile riportare il cane alla condizione del lupo, portata avanti dal Gary Lawrence Francione, attivista, accademico e filosofo statunitense - uno dei principali esponenti del movimento dei diritti animali, - non mi trova assolutamente d’accordo.

La relazione tra Uomo e Cane è il frutto di un incontro di correnti evolutive che nulla hanno a che fare con l’addomesticamento forzato. È un fatto tipicamente spirituale.

Così io osservo nella Costellazioni e così, successivamente, lo comunico attraverso gli articoli e i miei libri.