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Articolo di Stefano Cattinelli, medico veterinario esperto in omeopatia e Federica Roano, consulente di fiori di Bach per persone e animali.

Qualche giorno fa il National Geographic ha pubblicato un interessante articolo sulle somiglianze caratteriali tra i proprietari ed i propri cani. Nell’articoli si racconta di uno studio condotto da William J. Chopik, psicologo sociale della Michigan State University in cui si evidenzia che il carattere dei proprietari è molto simile a quello dei cani con cui condividono la vita.

“Cani e padroni condividono tratti di personalità. Esiste il doppio delle possibilità che una persona disponibile abbia un cane estremamente attivo ed eccitabile, e meno aggressivo, rispetto ad una persona meno disponibile. (…), "al contrario invece, se qualcuno è freddo anche il suo cane è freddo", racconta il ricercatore.L'animale e l'uomo

Ma perché e come nasce questa somiglianza così sorprendente? La motivazione data dal ricercatore è che probabilmente le emozioni umane influenzano il carattere, il modo di vedere la vita e le reazioni del cane. Grazie ad un processo di condizionamento emotivo, i cani finiscono per somigliare alle persone.

Ognuno di noi conosce almeno una persona che somiglia al proprio cane. Alcune sono sfacciatamente uguali. Come Odessa e Daniela. Odessa è una bovara del Bernese di una bellezza fuori dal comune. Oltre ad essere splendida, ha un carattere molto socievole ed espansivo. Quando passeggia per strada con Daniela, ogni volta che sente dire le parole “che bella”, immediatamente si gira verso chi ha pronunciato la frase e si butta a terra, a pancia all’aria, convinta che quel complimento sia riferito a lei. Non importa se invece si parlava di una maglia. Per lei, sono tutti amici pronti a scambiare un momento con lei.

Daniela, la sua compagna umana, è identica. Nel quartiere conosce tutti ed è conosciuta da tutti, è chiacchierona e sempre pronta allo scambio, aperta e socievole. Anche per Daniela, ogni volta che qualcuno le rivolge una parola di sfuggita, è una ottima occasione per interagire.

O come nel caso di Paola e Dafne. Dafne è una pastorina che protegge il suo territorio e la sua famiglia con grande attenzione da qualunque cosa abbia una parvenza di pericolo. Vuole tenere tutto sotto controllo, si sente molto responsabile della protezione del gruppo ed è dà l’impressone che sia convinta che senza la sua presenza il mondo possa crollare. Esattamente come Paola: protegge la sua famiglia da qualsiasi intromissione possa apparire vagamente dannosa per l’altro, tende a tenere tutto sotto controllo, si sente molto responsabile del benessere della famiglia ed è convinta che il mondo, senza di lei, vada molto in difficoltà.

Sorge a questo punto la domanda: chi influenza chi? Nasce prima l’emozione umana o prima quella animale?

E ancora: siamo sicuri che si tratti solo di un condizionamento emotivo? O dietro queste somiglianze si nasconde qualcosa in più?

Proviamo a rispondere a questa domanda tramite la storia di Thor. Isotta e Patrizia. Thor è un mix putbull aggressivo con gli altri cani. Isotta è una cagnolona tranquilla e gentile. Chiede poco ed è molto accondiscendente. Patrizia è una donna dolce e remissiva.

Patrizia racconta che i tratti in comune tra lei e Isotta sono moltissimi: entrambe cercano di non disturbare il prossimo con la propria presenza, non sanno dire no, sono molto tranquille e silenziose. Thor invece sembrava essere il loro opposto: aggressivo, intollerante, rabbioso.

Patrizia in quel momento della sua vita si sentiva soffocare da tanti aspetti della sua vita che non funzionavano. Sentiva di non riuscire ad esprimere ciò che lei realmente era e le sue relazioni erano per lo più basate sulla sua sottomissione. La sua difficoltà più grande era l’espressione del sé: troppo gentile, troppo buona, troppo accondiscendente.

Isotta in quel momento stava manifestando un importante prolasso della trachea. La gola è per eccellenza l’organo dell’espressione del sé, della manifestazione dei propri pensieri e delle proprie idee.

Infatti, si ha un groppo in gola quando non si riesce a dire qualcosa di sé stessi, come se ci fosse un tappo che blocca la fuoriuscita dalle nostre idee e del nostro sentire.

L’immagine era molto forte: così come Patrizia si sentiva soffocare dalla difficoltà di esprimere sé stessa, Isotta stava realmente soffocando. Infatti, poco dopo, Isotta muore. Soffocata.

A quel punto, in Patrizia si rompe qualcosa. Quel tappo che non le permette di esprimersi salta ed esce fuori l’altra parte di lei, quella impersonificata da Thor. Diventa rabbiosa, intollerante, aggressiva. Inizia a litigare con tutti, a mettere i puntini sulle i, a porre limiti e distanze laddove necessario. A esprimere le sue idee e liberarsi di relazioni che non la valorizzavano. L’aggressività di Patrizia emerge dal sottofondo dell’anima, rendendo chiarissima la somiglianza con Thor.

Per permettere la trasformazione, Patrizia ha dapprima dovuto riconoscere che i due ritratti delle personalità dei cani, tra loro opposti, fossero in realtà la rappresentazione di dinamiche interiori che appartenevano a lei. Dopodichè, si è data la libertà di far fuoriuscire tutta la rabbia accumulata negli anni, quella rabbia che Thor gli ha saggiamente fatto vedere, quella che lui continuava a porle dinanzi agli occhi come percorso di trasformazione per ricongiungersi a sé stessa.

E così, Thor è diventato molto meno aggressivo perché grazie alla trasformazione di Patrizia, lui è potuto uscire dalla dinamica che lo portava a porre l’attenzione sulla forza dell’imposizione.

E quindi, dietro le somiglianze tra persone e cani si nasconde l’esperienza che ognuno di noi è chiamato a fare su questa terra. I nostri animali, tramite la virtù dell’amore incondizionato, si prestano a farci porre l’attenzione su quelle dinamiche emotive che non ci permettono di ricongiungerci a noi stessi e alla nostra parte divina