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animale partecipeArticolo scritto dalla Dott.ssa Dora Scialfa Medico Veterinario

 

In medicina antroposofica il lavoro biografico viene valorizzato come strumento terapeutico. Cercare di capire, cogliere, accogliere e comprendere ad esempio il senso di una malattia può diventare un'opportunità evolutiva che si inserisce in un momento biografico particolare, con nessi da riferirsi spesso ad età precedenti.

In settenni viene scandita la nostra esperienza terrestre che si intreccia con cicli cosmici, nodi lunari e karma. La retrospettiva caratterizza il modo con cui possiamo rivedere la nostra biografia a ritroso, per intessere dal futuro nuovi punti di vista.

In ambito di medicina veterinaria ampliata ed integrata, non solo in senso terapeutico ma anche educativo, ho voluto, circa al mio sesto settennio, applicare una variazione sul tema biografico e dare importanza alla relazione speciale che può nascere tra uomo e animale, tramite una serie di domande che hanno come focus la biografia dell'uomo condivisa dal proprio animale. Questa peculiare relazione la possiamo inscrivere nella biografia individuale, ma anche ritrovare nella storia dell'umanità con l'addomesticamento di diversi animali.

I nostri animali domestici si ammalano sempre di più delle malattie dei nostri tempi: sono in aumento tumori, epilessia, intolleranze alimentari, e problemi comportamentali. Sempre più distanti dalla saggezza dell'Io di gruppo e sempre più vicini a noi uomini, i nostri amici a quattro zampe in una sorta di rispecchiamento vitale e simpatico più che empatico, possono arrivare a somatizzare aspetti che a volte hanno a che vedere con chi li accudisce. A noi uomini il compito di occuparcene con maggiore responsabilità, consapevolezza ed amore.

Spregiudicata è la risposta dello scultore Alberto Giacometti che senza esitare risponde al giornalista che gli chiese un giorno: " Maestro in caso d'incendio quale opera del suo studio porterebbe in salvo?" "Il mio gatto". Se non è amore vivente questo… 

Un esempio toccante di biografia professionale è la dichiarazione del famoso cardiochirurgo Christian Barnard: "Comprai due scimpanzé maschi da una colonia di primati in Olanda. Erano vissuti uno vicino all'altro in due gabbie separate per molti mesi prima che ne utilizzassi uno come donatore [di cuore]. Quando lo addormentammo nella gabbia, in preparazione dell'operazione, lui chiacchierò e gridò incessantemente.

Non demmo alcuna importanza al fatto, ma ciò ebbe un grande effetto sul suo compagno, perché quando portammo il corpo in sala operatoria pianse amaramente e fu inconsolabile per giorni. La vicenda mi impressionò profondamente e giurai di non fare mai più esperimenti con creature così sensibili". Christian Neethling Barnard aveva 45 anni quando il 3 dicembre 1967 fece il primo trapianto di cuore umano.

Ancora più sottile è il filo verde che congiunge la biografia dell'uomo Konrad con lo scienziato Lorenz che osserva e studia gli animali di casa sua, a partire dalle taccole che frequentano il suo giardino, i suoi cani, le oche selvatiche dei laghetti nei quali ama nuotare; contro ogni luogo comune sarà proprio un'oca, l'ochetta Martina che volerà con lui, settantenne nel 1973, a ricevere il Premio Nobel per la medicina e fisiologia, insieme a Nikolaas Timbergen e Karl von Frisch per gli studi sul comportamento innato e il fenomeno dell'imprinting, dopo due nodi lunari (38 anni) dalla sua prima intuizione a riguardo.

L'anello che ogni veterinario vorrebbe avere, viene immortalato nel suo scritto più famoso "L'anello di Re Salomone", libro biografico e scientifico che consiglio non solo agli appassionati di etologia.

Per grandi e piccini il libro di Antonio Faeti intitolato "Gatti miei" e illustrato da lui stesso, ci parla di infanzia e storia: i gatti si muovono tra tetti, case e giardini, caratterizzati nella loro essenza fin dai nomi scelti ad hoc; qualcuno porta il nome di gatti di scrittori famosi, svelando le passioni dell'autore. Bebert è stato il gatto di Ferdinand Celine ed è ora anche il gatto di Antonio Faeti.

La mia ricerca sulla biografia dell'uomo compartecipata dal proprio animale è diventata per me occasione di nuovi incontri, di contributi originali e poetici, di racconti emozionanti e divertenti, di approfondimenti curiosi, sempre sulla pista di quel filo verde che mi riporta a parlare e scrivere di natura. "Green Autobiography. La Natura è un racconto interiore" è il titolo dell'ultimo libro di Duccio Demetrio che con grande libertà scrive e ci invita a scrivere di noi e di natura. Così nasce l'econarrazione e c'è chi, come Gianumberto Accinelli decide di farne una professione, traducendo il linguaggio degli insetti con competenza e giocosità nei suoi due libri dedicati alle farfalle e alle api.

Scrivere del nostro incontro con il mondo animale, prendere spunto da una domanda che ci coinvolge nella relazione con creature grandi e piccole, come ci ricorda nei suoi famosi racconti autobiografici il veterinario scrittore James Herriot, può diventare un'esperienza creativa e svelare nuovi talenti. Il mio questionario si trasforma in gioco di Proust per gli amici, indagine anamnestica e diagnostica per i proprietari dei miei pazienti, medicina narrativa come econarrazione per divertissement.

Ringrazio tutti coloro che si sono messi in gioco rispondendo per iscritto alle mie domande, che mi hanno donato un po' del loro "racconto interiore" narrando dei loro cani, gatti, conigli, uccelli e cavalli. Vi saluto con una domanda:

Come è avvenuto l'incontro con il tuo animale?

 

Revisione editoriale a cura della Dott.ssa Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario