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Articolo scritto dalla Dott.ssa Marilisa Picca Medico Veterinario

dnaDa quando ho iniziato a occuparmi di Medicine Non Convenzionali, mi confronto quotidianamente con clienti che non si limitano a recepire passivamente, come contenitori vuoti, quanto gli viene prescritto dal medico. I proprietari che si rivolgono ai veterinari olistici sono spesso persone preparate e (iper)critiche, che amano informarsi ed essere coinvolte nella cura e nell'alimentazione dei loro compagni di vita.


Da loro ho imparato molto, perché ognuno arrivava dopo aver già svolto una propria personale ricerca e talvolta mi nominava nuove sostanze misteriose, che io annotavo su un foglietto. Tra le più ricorrenti c’era una “polverina magica”, l’ascorbato di potassio. Alcuni già lo usavano con risultati che mi riferivano sorprendenti, altri mi chiedevano informazioni che non sapevo fornire.
Purtroppo le MNC non fanno parte dei programmi universitari, ed anche per un medico è spesso difficile orientarsi nella miriade di possibilità terapeutiche non ufficiali.

 

Tuttavia il sempre maggiore numero di riferimenti all’ascorbato, anche da parte di colleghi, mi ha indotto ad approfondire lo studio di questa sostanza. Ho così scoperto che, pur non essendo considerato dalla medicina ufficiale, negli ultimi anni sono state condotte diverse ricerche scientifiche che ne hanno dimostrato l’elevata capacità antiossidante e la capacità di rallentare la proliferazione di cellule tumorali in vitro, validandone l’utilizzo nei protocolli di cura dei tumori e di altre patologie degenerative.

Ma cos’è l’ascorbato di potassio? Perché viene associato al ribosio? Come funziona?
Cominciamo dall'inizio!

Cos’è l’Ascorbato di Potassio con Ribosio

L'ascorbato di potassio è un sale derivato dalla vitamina C, che si ottiene miscelando in acqua fredda una bustina di acido ascorbico (la vitamina C, 150 mg) e una di bicarbonato di potassio (300 mg). Da alcuni anni la soluzione è stata potenziata con ribosio, uno zucchero (3 mg).
I componenti vanno sciolti in 20 cc di acqua (circa due dita) senza utilizzare cucchiaini di metallo (che ossida l’acido ascorbico). La soluzione deve essere bevuta dopo circa un minuto (quando smette la leggera effervescenza) ed entro mezz’ora al massimo dalla ricostituzione.

La “scoperta” dell’Ascorbato di Potassio

Il primo a utilizzare l’ascorbato di potassio nella terapia dei tumori fu un chimico fiorentino, il Dr. Valsè-Pantellini (1917-1999).
Come egli stesso racconta [1], la scoperta avvenne del tutto casualmente. Nel 1947 un suo conoscente, malato di un tumore inoperabile allo stomaco, gli chiese un consiglio su come calmare i forti dolori. Pantellini gli consigliò delle limonate con del bicarbonato. Qualche mese dopo rimase veramente sorpreso nel rivedere questa persona in perfetta salute. Scoprì allora che per sbaglio il bicarbonato di sodio era stato sostituito con bicarbonato di potassio.
Pantellini era sbalordito e volle approfondire la questione: come aveva potuto un composto così semplice produrre un risultato così straordinario? Si trattava di un caso, o c’era sotto qualcosa di importante?

Per prima cosa separò i componenti principali dal succo di limone (acido citrico, acido tartarico ed acido ascorbico) e li salificò con il bicarbonato di potassio, ottenendo diversi sali (rispettivamente citrato, tartarato ed ascorbato di potassio), che fece assumere ad alcuni malati di tumore in fase avanzatissima, con il consenso dei loro medici curanti. La somministrazione dei primi due sali non portava alcun beneficio, mentre l’assunzione di ascorbato di potassio cambiava radicalmente e velocemente la qualità di vita dei malati.

Da quel momento si dedicò allo studio di questo sale del potassio, l’ascorbato, sviluppando delle interessanti ipotesi sulle cause del cancro e sulla sua possibile cura.

Ruolo fisiologico del potassio, del sodio e del ribosio

Per capire in che modo un composto fisiologico così semplice possa interferire col metabolismo cellulare al punto di contrastare la crescita tumorale, bisogna innanzitutto comprendere alcuni complicati principi di fisiologia cellulare. Cercherò di semplificare al massimo.

Il potassio (K) è un elemento essenziale per l'organismo in quanto permette una corretta attività del metabolismo cellulare.
Tra le sue innumerevoli funzioni, ha un ruolo chiave nella regolazione dell’apoptosi cellulare [2-3-4], una forma di morte cellulare programmata che, se carente, può implicare una crescita cellulare incontrollata, meccanismo alla base delle neoplasie.

La sua concentrazione è alta nelle cellule (è il principale ione intracellulare) e bassa nell'ambiente extracellulare. Al contrario dello ione Sodio (Na). Questa differenza di concentrazione dei due ioni fra l’interno e l’esterno della cellula è mantenuto grazie alla pompa sodio-potassio, un enzima che si trova nella membrana delle cellule, che effettua un trasporto attivo, sfruttando l'energia derivante dall'idrolisi dell'adenosintrifosfato (ATP).
La pompa sodio-potassio serve per controllare il volume e l’omeostasi cellulare, per conferire alle cellule nervose e muscolari la proprietà di eccitabilità, ed è correlata al trasporto attivo di glucidi ed amminoacidi.

Il D-Ribosio è uno zucchero presente in ogni cellula e fa parte di strutture complesse quali l' RNA (o Acido Ribonucleico, molecola implicata nella regolazione ed espressione dei geni e nella sintesi delle proteine) e l'ATP (o Adenosintrifosfato, un “accumulatore” di energia, che poi viene “donata” mediante una reazione di idrolisi e messa a disposizione delle cellule per svolgere le loro principali funzioni). Inoltre è coinvolto nella sintesi di glicogeno (una lunga catena di più molecole di glucosio).

Patogenesi dei tumori: l’ipotesi di Pantellini

I radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare, sono un normale prodotto del metabolismo cellulare. Gli organismi viventi tendono a mantenere costante la concentrazione di questi agenti ossidanti, tuttavia la loro produzione viene notevolmente aumentata a causa di numerosi fattori tra cui l’inquinamento, terapie farmacologiche eccessive, alimentazione errata e stress.
Quando la presenza di radicali liberi supera le capacità dell’organismo di neutralizzarli si genera una situazione critica, chiamata stress ossidativo, una delle principali cause dello sviluppo dei tumori.

E fin qui, nessuna novità. Però secondo gli studi classici sui tumori, l'ossidazione in eccesso dei tessuti produce mutazioni genetiche, responsabili della trasformazione della cellula in senso cancerogeno, per un danno diretto sul DNA.

Secondo la rivoluzionaria ipotesi di Pantellini, invece, lo stress ossidativo danneggia inizialmente le strutture della membrana cellulare, in particolare cosiddetta pompa Na/K, con conseguente squilibrio nelle concentrazioni dei due elettroliti che iniziano un processo di diffusione passivo dalle regioni con maggiore concentrazione a quelle con minore concentrazione, con il risultato di una perdita di potassio dal citoplasma ed una sua sostituzione con il sodio.
Le concentrazioni di ioni inappropriate turbano l’omeostasi cellulare e innescano una serie di reazioni (variazione del PH intracellulare e della concentrazione degli altri ioni intracellulari, alterazione di forma e d’azione delle proteine e degli enzimi citoplasmatici) che vengono lette dal “cervello” della cellula, il suo nucleo, come una spinta alla mutazione del proprio patrimonio genetico per adattarsi all'ambiente che sta mutando. In poche parole, la mutazione del DNA nucleare sarebbe una conseguenza di processi che avvengono nella “periferia” della cellula. [5-6]

Fatto questo già evidenziato da una ricerca del 1932 (Moraweck e Kishi), che rilevava come all’interno delle cellule di organismi sani vi era una percentuale di potassio maggiore che nelle cellule di individui affetti da tumori maligni, e che viene confermato da studi più recenti che correlano lo squilibrio della pompa sodio-potassio alla progressiva degenerazione della cellula cancerogena [7]

Inoltre l’alterata attività della pompa Na/k causa anche un aumentato ingresso di glucosio nella cellula (simporto Na+-glucosio), funzionale al metabolismo e alla proliferazione delle cellule tumorali che ne utilizzano enormi quantità.

Attualmente esiste un’ampia bibliografia sul ruolo di Na e K nello sviluppo e progressione del cancro [8-9] e di diverse malattie, soprattutto le neurodegenerative, come il Parkinson [10], ma va senz’altro attribuito a Pantellini il merito di aver avuto per primo questa intuizione.

Ipotesi sul meccanismo d’azione nella cura delle malattie degenerative. Ricerche in atto

L’impiego di ascorbato di potassio potenziato con il D-Ribosio nella prevenzione e cura di patologie tumorali trova la sua giustificazione nell’ipotesi di Pantellini secondo la quale i processi di degenerazione cellulare non vengono innescati da un danno diretto al DNA, ma da squilibri a livello della membrana cellulare.

E’ su questa base che si inseriscono i recenti studi condotti sull’ascorbato che ne hanno evidenziato la forte attività antiossidante nonché la sua capacità di rallentare la proliferazione di cellule tumorali di carcinoma mammario in vitro [11]. Secondo tali ricerche, la somministrazione di questo composto determina l’immissione di potassio all’interno delle cellule cancerose e la corrispondente fuoriuscita di sodio (e quindi del glucosio). In questo modo si ristabiliscono il ph, l’omeostasi cellulare e la rapida diminuizione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi (tipica delle cellule tumorali) e reintroducendo un blocco potenziale sulla mitosi. Per confronto, la linea cellulare “sana” di epitelio mammario, trattata con lo stesso composto, non ha evidenziato problemi ed ha continuato a crescere regolarmente.
L’azione dell' ascorbato di potassio potenziato con il D-Ribosio sarebbe dunque quella di mantenere la corretta concentrazione di sodio e potassio nell’ambiente citoplasmatico delle cellule “sane” e di ripristinarla in quelle “malate”, creando un ambiente ostile per le cellule tumorali.

L’acido ascorbico avrebbe funzione di carrier, mentre il ribosio fungerebbe da catalizzatore, rendendo più rapido il trasferimento del catione nel citoplasma cellulare.

Esistono inoltre studi che dimostrano come l'ascorbato di potassio con ribosio somministrato a persone affette da gravi patologie congenite del tessuto connettivo (come la Sindrome di Costello), aiuti a contrastare efficacemente lo stress ossidativo, con netto miglioramento della malattia [12-14]. Altri hanno evidenziato la sua azione protettiva sull’ossidazione dei globuli rossi e dei linfociti umani [15-16]

Ciò fa supporre che l'ascorbato, in virtù delle sue proprietà antiossidanti e di riequilibrio dei meccanismi che sono all’origine della degenerazione cellulare, potrebbe essere usato con successo in molte altre malattie degenerative oltre il cancro. Per questo sarebbe importante che si effettuassero al più presto altre ricerche su più vasta scala per capire tutte le potenzialità di questo prodotto.

Quando utilizzare l’ascorbato di potassio con ribosio: indicazioni e dosi

L'ascorbato di potassio potenziato con Ribosio dovrebbe essere usato sempre in presenza di patologie neoplastiche. In questi casi si somministra 3 volte al giorno, possibilmente a digiuno (almeno 15-20 min prima dei pasti). Le quantità dipendono dalla taglia dell’animale: è impossibile far bere ad un gatto 20 ml di soluzione ricostituita, mentre un cane di grossa taglia potrebbe arrivare a prenderne anche 30-40 ml (quindi 2 bustine di bicarbonato di potassio e 2 di ribosio e acido ascorbico) per volta.
Per l’assenza di tossicità e di effetti collaterali (almeno alle dosi raccomandate), l’assunzione del composto può essere protratta a vita.

L'ascorbato può essere usato anche in prevenzione in pazienti con significativi fattori di rischio, per esempio dopo un’asportazione chirurgica di un tumore, per evitare recidive, e persino in animali sani. In questo caso basta la somministrazione di 1 dose al giorno e si può usare la formulazione “classica”, cioè senza ribosio.

Pur trattandosi di un composto fisiologico completamente atossico e privo di effetti collaterali, almeno alle dosi raccomandate, sconsiglio vivamente l’utilizzo “fai da te” senza un’opportuna consultazione con un veterinario che possa monitorare oggettivamente l’andamento clinico e proporre le opportune analisi.

Inoltre è impossibile pensare che in una malattia grave e multifattoriale come il cancro l’ascorbato, per quanto efficace, possa essere utilizzato da solo, ma dovrà sempre essere inserito nell’ambito di protocolli concordati col proprio veterinario.

A tal proposito è importante sottolineare che l’ascorbato si presta ad essere associato sia alle medicine non convenzionali, sia a chemioterapie classiche, con l’accorgimento di non usarla nei giorni del trattamento. Infatti, come precisato sul sito della Fondazione Pantellini, l’ascorbato non dovrebbe essere considerato una metodica alternativa, bensì “una metodica di base perché agisce sui meccanismi bio-chimico-fisici di base del funzionamento cellulare e può essere applicata, con le dovute precauzioni ed accorgimenti, anche con i protocolli standard chemio e radioterapici".

La mia esperienza

Ho recentemente introdotto l’uso dell’ascorbato nei miei protocolli di terapia antineoplastica, che si basano sull’uso di immunostimolanti naturali (micoterapici e fitoterapici), cura dell’alimentazione e omeopatia. Pur avendo ancora una casistica limitata (4 casi di osteosarcomi inoperabili attualmente in terapia, e un linfoma intestinale), ho senza dubbio notato in tutti un netto miglioramento delle condizioni generali dei pazienti, ripresa dell’appetito e vitalità, che a mio avviso è il massimo che si possa chiedere ad una terapia contro i tumori.

In un caso, Dream, un gatto di 11 con osteosarcoma della mascella, la massa sembra essersi “congelata” e il micio da 2 mesi e mezzo conduce una vita normale, mentre al momento della prima visita mostrava grave difficoltà a mangiare e respirare.
In altri casi la massa si è più o meno lentamente ingrandita, ma i pazienti sembrano conviverci senza grandi difficoltà.

Ciccina, la gatta con linfoma intestinale, è morta dopo quasi 6 mesi di terapia durante i quali aveva continuato a mangiare regolarmente.

In ogni caso ho trovato questi primi risultati molto incoraggianti, e, pur sperando di avere meno casi possibile di malattie così gravi, proporrò l’uso dell’ascorbato ai proprietari di animali con malattie degenerative croniche per le quali la medicina ufficiale non possiede armi efficaci e definitive.

 

Bibliografia

1 - Gianfrancesco Valsè Pantellini (1997) Il cofattore K, Cinquant’anni di ricerca e terapia contro i tumori, , Ed. Andromeda)

2 - Hughes F, Bortner C, Purdy G, Cidlowski J (1997): Intracellular K+ suppresses the activation of apoptosis in lymphocytes. J. Biol Chem., (272), pp.30567-30576

3 - Hughes FM Jr, Cidlowski JA. (1999) Potassium is a critical regulator of apoptotic enzymes in vitro and in vivo. Adv. Enzyme Regul., 39, pp.157-171

4 - Montague J, Bortner C, Hughes F, Cidlowski J (1999) A necessary role for reduced intracellular potassium during the DNA degradation phase of apoptosis. Steroids, 64, pp.563-569

5 - Paoli G: La via del sale, Scienza e Conoscenza, 2007, 21:60-65

6 - Paoli G: Il metodo Pantellini, Scienza e Conoscenza, 2013, 46:16-23.

7 - J Environ Pathol Toxicol Oncol. 1996; 15(2-4):65-73. Potassium, sodium, and cancer: a review. Jansson B., Department of Biomathematics, University of Texas

8 - Journal of Experimental Therapeutics & Oncology . 2004, Vol. 4 Issue 2, p161-166. 6p. Targeting K+ channels for cancer therapy. Conti, Matteo

9 - The journal cell biology 2014 Archive, 21 July » 206 (2): 151 Review Targeting potassium channels in cancer. Xi Huang, Lily Yeh Jan

10 - Met Ions Life Sci. 2016;16:585-601. doi: 10.1007/978-3-319-21756-7_16. Sodium and Potassium Relating to Parkinson's Disease and Traumatic Brain Injury. Ha Y, Jeong JA, Kim Y, Churchill DG.

11 - “Cancer Cell International” 2011, 11:30. Potassium bicarbonato and D-ribose effects on A72 canine and HTB-126 human cancer cell line proliferation in vitro. Croci S, Bruni L, Bussolanti S, Castaldo M, Dondi M: Dipartimento di Neuroscienze, Università di Parma

12 - “Anticancer Research” 2011 Nov; 31(11):3973-6 “Beckwith-wiedemann syndrome: potassium ascorbate with ribose therapy in a syndrome with high neoplastic risk.” ; Anichini C, Lo Rizzo C, Longini M, Paoli G, DI Bartolo RM, Proietti F, Buonocore G. Department of Pediatrics, Obstetrics and Reproductive Medicine, University of Siena.

13 - “Disease Markers” 2012 Sep 6; “Antioxidant effects of potassium ascorbate with ribose therapy in a case with Prader Willi Syndrome.”; Anichini C, Lotti F, Longini M, Proietti F, Felici And C, Buonocore G. Department of Pediatrics, Obstetrics and Reproductive Medicine, University of Siena, Siena, Italy.

14 - “Anticancer Research” 2013 Feb; 33(2):691-5.: “Antioxidant effects of potassium ascorbate with ribose in Costello syndrome.”; Anichini C, Lotti F, Pietrini A, Lo Rizzo C, Longini M, Proietti F, Felici C, Buonocore G. Department of Pediatrics, Obstetrics and Reproductive Medicine, University of Siena.

15 - Croci S, Pedrazzi G, Paoli G, Monetti D, Bronzetti G, Ortalli I (2001). Potassium ascorbate as protective agent in oxidation of red cells. Abstract of the International Conference on Antioxidants in Cancer Prevention and Therapy, Athens (Greece) :1571-1572

16- Kevin J. Lenton, Hélène Therriault, Tamàs Fülöp, Hélène Payette, and J. Richard Wagner. Glutathione and ascorbate are negatively correlated with oxidative DNA damage in human lymphocytes
Carcinogenesis, Apr 1999; 20: 607 – 613

 

Revisione editoriale a cura della Dott.ssa Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario