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Articolo scritto dalla Dott.ssa Elisabetta Bellicini Medico Veterinario

Il CASO

foto bimbaLei è Bimba, cane meticcio femmina sterilizzata di 6 anni. Vive con la sua padrona e un altro cane (Kiki) femmina sterilizzata di 8 anni in una casa con ampio cortile privato. Non è quasi mai uscita dalla proprietà, poiché la signora ha avuto problemi gravi di vista che l’hanno portata a non poter neppure uscire di casa.

A gennaio 2016 la proprietaria mi contatta: Bimba ha da alcune settimane una tosse che è andata peggiorando. Ora è continua, “rantola e tossisce come un vecchio” mi dice. Per il resto è sempre la solita. Alla visita ipotizzo una tosse di carattere asmatico. Impossibile fare ulteriori indagini per problemi economici. Comincio a trattare con prodotti fitoterapici e omotossicologici senza successo, provo con complessi omeopatici ma ancora senza alcun risultato. Ripiego sulla classica terapia cortisonica che fa il suo lavoro e “sopprime” la sintomatologia. Prescrivo posologia a scalare e controllo prima di sospendere.

Non vengo più contattata fino a giugno: Bimba è stata bene fino alla fine della cura, poi dopo la sospensione del cortisone ha ricominciato a tossire e pian piano è ritornata a stare come a gennaio, con tosse continua ma nessuna altro sintomo. Nuovamente visito Bimba, rinnovo la mia diagnosi e ancora mi viene chiesta la terapia cortisonica, che ripropongo a scalare fino a raggiungere la “dose minima efficace” che non faccia ricomparire il sintomo. Spiego nuovamente che è solo un modo per sopprimere e non curare.

Durante la mia permanenza la signora mi racconta che a breve partirà per l’Australia definitivamente per raggiungere la figlia che vive là da anni. Ci ha vissuto quando era giovane, ma la famiglia l’aveva costretta a rientrare in Italia per sposare un “buon partito” del paese. Il suo cuore tuttavia è rimasto là. I cani non può portarli, per cui resteranno soli a casa e il figlio verrà ad accudirli per cibo e acqua.
Non ho notizie fino a dicembre quando un’amica mi chiama perché vada a visitare Bimba che tossisce molto. Le cose in casa sono cambiate: la proprietaria da tre mesi si è trasferita in Australia, il figlio da poco l’ha raggiunta e ha trovato lavoro per cui tornerà (forse) in primavera. I cani vivono soli in casa e sono stati affidati ad una conoscente che passa a metter loro cibo, ma non dà medicinali. Faccio ricominciare la “cura” cortisonica e in pochi giorni Bimba smette di tossire.

A gennaio la mia amica mi coinvolge (mio malgrado): la proprietaria ha avuto da discutere con la conoscente ed ora è la mia amica che passa tutti i giorni a dare cibo ai cani. Mi chiede di aiutarla perché non ce la fa da sola. La proprietaria nel frattempo ha deciso di far adottare le cagnoline se trova una buona sistemazione. All’inizio mi alterno a lei e da febbraio comincio a portare le cagnoline a passeggio così da valutare grado di socializzazione, obbedienza, affinità con altri cani in previsione di un’adozione. Ho così modo di conoscere i due cani: Kiki è un simil pinscher, tosta, intelligente, indipendente, affettuosa. Socializza con altri cani e sa farsi rispettare. Ha un ottimo spirito di adattamento e lo sfrutta per ottenere il meglio. Bimba invece appare molto ansiosa (“merito” anche del cortisone a mio avviso), poco incline a socializzare con altri cani di cui ha timore. Giocherellona, affettuosa, invadente per ottenere attenzione, sembra sempre che abbia paura di “restare indietro” con le coccole. La monopolizzazione dell’attenzione da parte mia (o della mia amica) è l’unica cosa che la fa “prevaricare” su Kiki. Ubbidiente, se siamo in passeggiata con altri cani sta letteralmente incollata alla mia gamba in atteggiamento ansioso, altrimenti tende ad allontanarsi un poco per esplorare (con una esplorazione quasi “stellare”).

Man mano che passano le settimane, l’espressione delle due cagnoline cambia: sono entusiaste al mio arrivo, mangiano molto meno (abbiamo dimezzato le dosi) e sono più rilassate. Bimba, che prima piangeva ogni volta che andavamo via, ora dopo le passeggiate è più tranquilla.
Al 10 marzo sospendo terapia cortisonica. Nelle settimane successive Bimba sta bene. Il 1 aprile Kiki viene portata nella nuova casa (dopo alcuni incontri con i proprietari e il loro cane maschio 11enne), dove si ambienta immediatamente, mettendo subito in riga il vecchietto, che si innamora di lei!

Bimba resta sola a casa e le preparo un mix floriterapico australiano, usando essenze che lavorano sul cambiamento, sull’ansia da separazione, che donino coraggio di vivere l’attuale situazione e proteggano l’anima dalle ferite emotive. Nonostante questo e le passeggiate regolari, dopo 4 giorni comincia a manifestare tosse (come in passato). Mi accorgo però che la tosse è presente al mio arrivo e poi scompare in 10 minuti e non ricompare per tutto il tempo passato insieme (da 1 a 2,5 ore a seconda del tempo a mia disposizione). Dopo 10 giorni dall’inizio della terapia floreale, l’atteggiamento di Bimba è lievemente cambiato: quando usciamo in passeggiata, il suo abbaiare iniziale insistente sembra voler dire al mondo “guardatemi, ho una padrona tutta mia”. Tuttavia non ci sono cambiamenti nella sintomatologia “tosse”. Decido quindi di aggiungere al mix floreale Sweet Chestnut, essenza di Bach. Dopo soli 5 giorni la sintomatologia è molto attenuata e, nonostante io non possa occuparmi di lei per alcuni giorni, non peggiora.

Ad oggi (26 aprile) gli episodi di tosse sono quasi cessati. Continua a prendere il suo mix floreale.

sweet chestnutQuesto caso mi da modo di parlare di Sweet Chestnut, una essenza floreale del Dottor Bach. Egli la descrive così: “Per quei momenti in cui l’angoscia è così grande da sembrare insopportabile. Quando la mente o il corpo sentono di essere arrivati al limite della sopportazione e stanno per cedere. Quando sembra che non resti altro che distruzione e annientamento da affrontare”. Le parole chiave sono angoscia estrema, disperazione, angoscia esistenziale. E’ anche definito come la notte buia dell’anima. E’ per coloro che hanno sofferto ripetutamente, ma hanno anche tentato in tutti i modi di lottare, ma che ora all’ennesima prova, sentono di non potercela fare. Non vi è ieri né domani ma solo un oggi vuoto e disperato. Si è con le spalle al muro e non c’è nulla che si possa fare. La situazione emotiva è quella in cui si ha la sensazione che tutto sta per finire, che non vi è più speranza. Il dolore è il più forte e profondo che si possa provare. A livello fisico si manifesta con modalità forti e intense legate al supporto vitale (cuore, polmoni) come ad esempio attacchi di panico. Tachicardia, tachipnea, senso di mancanza di aria ...

Riflettendo su Bimba, abbiamo alcuni punti essenziali

  • la sua natura è essenzialmente ansiosa
  • la sua vita era incentrata sulla sicurezza e costanza della relazione con la proprietaria e Kiki
  • l’”abbandono” da parte della proprietaria
  • la perdita della compagna Kiki
  • la sintomatologia manifestata inerente il polmone, organo che per la MTC è correlato a tristezza e dolore di origine affettiva

Mi sono chiesta come mai la tosse sia iniziata a fine 2015-inizio 2016. Ho ipotizzato che Bimba abbia “percepito” la tensione della proprietaria che stava per affrontare una decisione importante (quella di trasferirsi in Australia, decisione che per altro era anni che teneva in sospeso) ed abbia in qualche modo realizzato le conseguenze di questa decisione. Bloccato il sintomo con il cortisone, appena è stato sospeso ecco che si è ripresentato in tutta la sua energia, come se l’anima di Bimba volesse gridare al mondo il suo dolore e la incapacità di affrontare questa situazione.

Lo stesso discorso si può fare per la separazione da Kiki: perdere anche la seconda relazione più importante nella sua vita (o anche semplicemente un punto di sostegno) ha fatto ricadere nella disperazione Bimba. Ciò che l’ha aiutata è stata la nuova relazione con me e la mia amica. Tuttavia, trovarsi in una casa sola per 19-20 ore al giorno è un continuo “alimentare” il profondo dolore dato dal senso di abbandono. Le esperienze passate hanno fatto perdere la speranza ed ogni giorno è come se fosse l’ultimo; la speranza si rinnova ogni volta che ci vede arrivare e svanisce quando resta sola. Le sbarre emotive sono potenti e sono in grado di annientare l’anima.

Concludo con una poesia che io reputo l’emblema di Sweet Chestnut. E’ “Der Panter” di Rainer Maria Rilke:

Il suo sguardo, per lo scorrere continuo delle sbarre,
è diventato così stanco, che non trattiene più nulla.
E’ come se ci fossero mille sbarre intorno a lui,
e dietro le mille sbarre nessun mondo.

L’incedere morbido dei passi flessuosi e forti,
nel girare in cerchi sempre più piccoli,
è come la danza di una forza intorno a un centro
in cui si erge, stordito, un grande volere.

Soltanto a tratti si alza, muto, il velo delle pupille.
Allora un’immagine vi entra, si muove
attraverso le membra silenziose e tese
e va a spegnersi nel cuore.

 

Revisione editoriale a cura della Dott.ssa Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario