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Di Giovanna M. Vivani medico veterinario omeopata

“Non mi aspetto che l'omeopatia venga riconosciuta dalla medicina ufficiale, ma che continui ad essere popolare.”
James Randi

Una mattina ero in ambulatorio e mi chiama una cliente che non sentivo da un po' di tempo, era molto agitata e disperata per uno dei gatti che vivono in una colonia felina in Sardegna.

Lo aveva trovato paralizzato davanti alla sua porta ma preferisco che sia lei a raccontarvi direttamente la storia di Piumino.

articolo vivani

Nel giugno 2013 arrivando nella casa al mare, abbiamo trovato davanti alla porta un gatto della colonia nato circa 2 anni prima, piuttosto malandato che, nonostante i nostri tentativi per entrare in casa, non si spostava.

Abbiamo capito che non riusciva a camminare quando, spaventatosi, scappò strisciando sulla pancia, ci siamo resi conto che aveva grossi problemi alle zampe posteriori.

Dopo circa mezza giornata e due morsi siamo riusciti a catturarlo e lo abbiamo portato dal Veterinario; per la precisione, in quella che è considerata la migliore clinica della zona. Il Veterinario ha fatto varie prove e alcune lastre, la diagnosi è stata lapidaria: a parte un pallino di piombo nella zampina anteriore dx (che non dava alcun problema apparente) il gatto aveva una lesione della colonna vertebrale che creava paralisi totale al treno posteriore (zampine e coda), dovuta a un trauma non si sa di quale tipo.

Speranze di rimetterlo in sesto pari quasi a zero.

Noi abbiamo insistito perché fosse fatto tutto il possibile così il gatto che nel frattempo avevamo battezzato Piumino, rimase in clinica per quattro giorni.
Dopo quattro giorni ci venne confermata la diagnosi iniziale e ci venne comunicato che l’unica cosa da fare era la soppressione affinché non continuasse a soffrire.

Sono stati momenti difficili: da una parte vedevamo questo animale che non si reggeva sulle zampe posteriori e quindi era triste nella gabbia, tutto sporco dei suoi stessi escrementi dall’altra ci siamo detti che noi non eravamo nessuno per decidere della vita di un altro essere vivente e che quindi dovevamo pensarci bene.

Piumino, mentre il Veterinario parlava, fece un miagolio straziante quasi a implorarci di non dargli retta.

Così abbiamo pagato i 380 euro del ricovero, abbiamo messo il gatto nel trasportino e ce ne siamo andati.
Giunti a casa, ho cominciato a cercare disperatamente il numero della Dott.ssa Vivani, che già aveva “salvato” la mia gatta parecchi anni prima con l'Omeopatia e l' ho contattata.

La Dott.ssa Vivani, dopo avermi ascoltata con molta attenzione, si esprimeva giustamente con molta prudenza su un eventuale esito positivo della vicenda anche perché fare diagnosi e trovare soluzioni a 1000 km di distanza non è credo molto semplice, però secondo lei Piumino e la mia determinazione meritavano qualche tentativo.

Mi dava quindi la terapia per telefono ed alcuni consigli anche perché Piumino era un gatto quasi selvatico, era molto spaventato, così per poterlo curare lo abbiamo chiuso in un piccolo capanno.

Dopo quattro o cinque giorni ho avuto l’impressione che la zampina posteriore destra avesse come un fremito, ho chiamato subito la Dott.ssa che mi ha detto che presto avremo cambiato la diluizione, cosa avvenuta il giorno dopo. Confesso che ero molto scossa e avevo bisogno di conforto costante, ho chiamato allora anche il Veterinario “tradizionale”, sperando in un suo supporto che però mi rispose: “Signora, lei è la solita, non si faccia prendere dalle emozioni, è sicuramente un riflesso condizionato ... il gatto va soppresso…”.

Io avevo la sensazione che la situazione fosse migliorata, solo che, non essendo molto pratica, non riuscivo a rispondere a tutte le domande che diventavano sempre più specifiche della Dott.ssa però avevo deciso che eravamo sulla buona strada.

Ho pressoché “violentato” la Dott. ssa , supplicandola di venire in Sardegna per salvare Piumino e qui ho capito che, oltre la scienza, nella medicina ci vuole coscienza e cuore.

La Dott.ssa, dopo qualche titubanza ha preso l’aereo ed è arrivata. Lì ho capito che ce l’avremmo fatta

E’ inutile che mi dilunghi a dire con quale dedizione la Dott.ssa ha seguito l’animale in quei giorni, somministrandogli i rimedi e massaggiando le zampine.
Non ho neppure le parole per ringraziarla per tutto quello che ha fatto per Piumino e per me: penso che per lei la più grande soddisfazione sia vedere Piumino che salta come un grillo, sta benissimo ed è un animale adorabile, nonché il principe di casa mia.

Come facevamo a lasciarlo nella colonia con tutto quello che aveva passato? Lo abbiamo adottato e viviamo felici e contenti, alla faccia del Veterinario che, quando gli ho telefonato per dirgli che con una cura omeopatica e tanto amore il gatto era guarito mi ha risposto: “si vede che non aveva nessuna lesione alla colonna vertebrale…” Ileana A. M.

La prima cosa che le chiesi al telefono fu ma il gatto mangia?
La seconda, urina spontaneamente o perde le urine? Alla prima domanda mi rispose di si, con appetito, alla seconda non sapeva rispondere.

La prima risposta era sufficiente per me per fare un tentativo anche se disperato, non c’era certo urgenza di sopprimere un gatto che mangiava con appetito. Così iniziai a trattare il gatto per telefono con Arnica montana 200 K per ematomi e Hypericum perforatum 200 K per il presunto trauma spinale, entrambi diluiti e dinamizzati, dati più spesso che potevano.

Ogni giorno Ileana mi chiamava e sembrava che il gatto avesse ogni giorno un piccolo miglioramento nonostante fosse difficile per lei valutarlo.

Ileana è una donna che se si mette in testa una cosa va fino in fondo; io non mi tiro certo indietro se si può fare qualcosa per salvare un animale, così dopo 4 giorni dalla sua telefonata arrivavo in Sardegna e trovavo questo gattino grigio magrissimo, un po' spelacchiato, molto pauroso che ti soffiava ma poi non reagiva quando lo prendevi in braccio.

Vidi subito che una delle zampine iniziava a reagire se stimolata, l’altra era ancora paralizzata così come la coda.
Lo trattai per una settimana, intanto avevamo aumentato la diluizione di entrambi i rimedi a MK, gli facevo massaggi alle zampine intanto che verificavo la reazione, ogni giorno c’era un piccolo miglioramento che ci incoraggiava a proseguire.

Piumino mangiava, faceva le deiezioni ed era sempre meno spaventato.
Alla fine di quella settimana lasciai Piumino che iniziava a camminare su 3 zampe, Ileana era entusiasta e i suoi amici erano increduli, io ero proprio felice per Piumino e per lei, avevano combattuto quella battaglia insieme e l’avevano vinta.

Oggi Piumino vive a Bologna, ha recuperato completamente tutte le sue funzioni ed è diventato un gatto bellissimo.

Ho avuto numerose esperienze di gatti traumatizzati con paralisi degli arti posteriori e vescica; molti proprietari non potevano permettersi esami o cure costose così li ho curati con l’Omeopatia, controllando che ci fosse ogni giorno qualche piccolo miglioramento che mi indicava se proseguire.

La gran parte hanno recuperato la motilità degli arti ma non della coda e, tranne uno, hanno ripreso il controllo dell’urinazione.

Arnica montana la utilizzo nei primi giorni per gli ematomi che accompagnano il trauma mentre Hypericum perforatum a diluizioni crescenti finché non si risolve la paralisi o paresi.