Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookies necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookies.

user_mobilelogo

Qui trovi il veterinario giusto per te:

Veterinari esperti in:

Prossimi appuntamenti

 

iscriviti alla nostra newsletter

* indicates required

Articolo scritto dalla Dott.ssa Francesca Agabio medico veterinario

allergie primaverili cavalliSe l’arrivo della bella stagione significa giornate di sole, più ore di luce e finalmente erba verde (!), dall’altra parte per alcuni soggetti e di conseguenza taluni sfortunati proprietari anche lotta continua agli insetti e comparsa di fastidiosissimi e incessanti pruriti.

Dal punto di vista medico stiamo parlando di “Sweet itch” o ipersensibilità ai culicoidi. I soggetti colpiti sono a tutti gli effetti allergici, e molte volte oltre al sintomo del prurito possono manifestare anche altri sintomi come infiammazione oculare con scolo (congiuntivite) e sintomi respiratori (tosse sporadica nei casi più lievi fino ad episodi gravi di broncospasmo con conseguente difficoltà respiratoria). Questo perché in realtà il più delle volte un soggetto allergico è ipersensibile in generale, e molti sono i possibili relè che sono in grado di attivare i mastociti, e determinare rilascio di istamina (sostanza che in ultima analisi causa i sintomi caratteristici della reazione allergica: gonfiore, rossore e prurito).

Quindi in realtà, dal mio punto di vista, poco importa sapere a cosa esattamente è allergico l’individuo. Tra l’altro la “lista degli allergeni” si può modificare nel tempo, e il più delle volte non siamo in grado di eliminare del tutto l’esposizione dell’individuo.

Ma come mai un individuo diventa allergico, e cosa possiamo fare per gestire al meglio la problematica?

La medicina tradizionale si limita ad agire sul piano fisico: è allergico agli insetti? Allestiamo un autovaccino e sopprimiamo i sintomi con i corticosteroidi (molecole in grado di interrompere il rilascio di istamina – almeno in teoria). Purtroppo queste terapie hanno risultati incostanti e non sono prive di effetti collaterali: la somministrazione di corticosteroidi può alla lunga indurre laminite, immunosoppressione e aumentare l’incidenza di alcune patologie metaboliche.

E dal punto di vista olistico?

Olismo significa guardare al tutto/uno. Considerare l'individuo nella sua totalità e complessità. Questo significa che non avremo un approccio terapeutico univoco per tutti gli individui allergici. Ma come arrivare al centro della questione?

Non per scoraggiare i lettori , ma non è semplice e anche il miglior terapeuta potrebbe non imboccare subito la strada giusta. Non bisogna perdersi d'animo ma ricordarsi che la più importante medicina è la volontà di guarire e crederci veramente.

Partiamo dal concetto che la cute è uno degli organi più estesi del corpo ed è anche uno dei cosiddetti organi escretori o esoneratori. Ciò significa che una patologia cutanea rappresenta un tentativo di detossificare l'organismo. Quali possono essere dunque le tossine che il corpo vuole allontanare?

Un'altro suggerimento in questo senso ci viene dalla medicina tradizionale cinese, secondo cui la pelle è "collegata" alla coppia di meridiano polmone/ grosso intestino. Di ciò troviamo conferma speculare anche nelle recenti scoperte scientifiche secondo le quali nell'intestino risieda buona parte del sistema immunitario e che una aumentata permeabilità della barriera intestinale ( la cosiddetta leaky gut syndrome) con passaggio in circolo di molecole di alto peso molecolare ( che normalmente non dovrebbero passare) giustifichi la "messa in allerta" del sistema immunitario con reazioni antigene/anticorpo.

Ma l'intestino è anche il nostro secondo cervello ( o forse il primo??), nel senso che esiste una stretta relazione tra le emozioni e l'intestino in senso ambivalente: tanto le emozioni negative sono in grado di danneggiare l'intestino, quanto un intestino sofferente "produce" emozioni negative.

La serotonina infatti (l'ormone del benessere) è prodotta a livello intestinale, ed è scarsa negli individui che soffrono di patologia cronica intestinale.

E il cerchio si chiude.

La pelle infatti è il nostro confine con il resto del mondo. E dove c'è un confine paradossalmente c'è anche un punto di contatto. L'individuo allergico allora ci mostra un disturbo di relazione, una difficoltà di espressione, uno stato di allerta costante e di IPEREATTIVITA'.

Se ci pensiamo i cavalli sono per loro natura esposti agli insetti. Dunque significa sviluppare una difesa verso un nemico che non dovrebbe essere tale, significa sentirsi minacciati e dover REAGIRE.

Il trauma emotivo potrebbe essere un cambiamento non compreso e mal vissuto, essersi sentiti frustrati o irritati per non aver potuto ottenere qualcosa, subire un eccessivo controllo.

Moltissime volte il cavallo è un specchio che riflette le problematiche del proprietario, o dell'ambiente "emotivo" i cui si trova a vivere.

La guarigione profonda di un soggetto allergico richiede, secondo me, il superamento del trauma emotivo. Il che implica molte volte tempo, e potrebbe richiedere cambiamenti profondi che coinvolgono anche il proprietario.

È questo un percorso non sempre praticabile: spesso i nostri cavalli hanno alle spalle una storia che non ci è dato di conoscere e nel mentre dobbiamo cercare di sollevarli anche (e soprattutto) dalla sofferenza fisica.

Che fare?

In primis sostenere e curare l'intestino . Personalmente utilizzo probiotici come lievito di birra e kefir di latte, oltre all'aloe vera che agisce da ottimo detossificante.

Per ridurre la reativitá cutanea, è utile somministrare semi di lino crudi ma tritati, in ragione di due cucchiai mattino e sera, come fonte di omega tre ( con azione antinfiammatoria), e ridurre il più possibile la somministrazione di cereali.

La maggior suscettibilità agli insetti di certi indvidui potrebbe riflettere uno stato di maggior acidosi: un valido aiuto per supportare il fegato nella sua funzione di organo detossificante ci viene dal Desmodio, pianta africana della famiglia delle Fabacee, in grado di rigenerare e proteggere le cellule epatiche.

Queste strategie preventive andrebbero messe in atto almeno uno/ due mesi prima dell'inizio dell'esposizione agli insetti.

Il cavallo va ovviamente protetto facendo indossare maschere ed eventualmente coperte apposite e come repellente naturale si potranno usare miscele di oli essenziali: eucalipto, lavanda, geranio, citronella ed incenso. Io li aggiungo all'acqua di un vaporizzatore (5 gocce per tipo in un litro d'acqua ). La lavanda è anche un ottimo antibatterico e aiuta la guarigione delle ferite indotte da grattamento.

Per quanto concerne l'aspetto emozionale personalmente utilizzo la biorisonanza e/o l'omeopatia unicista, ma si possono avere ottimi risultati anche con l'agopuntura e la floriterapia.