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Articolo scritto dalla Dott.ssa Maria Cuteri medico veterinario

maria cuteri ascorbato

Il secondo congresso per medici di Armonie Animali ha avuto come unico argomento il trattamento delle malattie tumorali con l'ausilio della medicina alternativa.
Oramai, si parla sempre più spesso di questo genere di approccio anche in malattie così gravi.

Come in oncologia umana, anche in quella veterinaria, l'uso di prodotti naturali, da soli o in associazione con altre terapie, possono veramente fare la differenza. Negli animali, visto i costi abbastanza proibitivi e la difficile gestione di alcuni chemioterapici, l'utilizzo di sostanze naturali rappresenta una via alternativa di tutto rispetto ed efficacia.

I trattamenti chemioterapici che vengono inoculati o somministrati per via orale vengono poi eliminati dal corpo sotto forma di sostanze di rifiuto tossico sia con le urine che con le feci contaminando l'ambiente. Nel nostro congresso si sono succeduti molti colleghi che da decenni oramai si occupano di curare i tumori con rimedi naturali. Si è parlato di ascorbato di potassio, artemisia, funghi, viscum ed aloe. Ognuno di loro ci ha arricchito con la propria esperienza, maturata in tanti anni di lavoro, dato il continuo aumento di pazienti oncologici.

La dott.ssa Giulia Milesi, nostra cara collega e referente per la veterinaria dell'associazione Valse'Pantellini, ha tenuto una bellissima relazione proprio sull'ascorbato di potassio.

Ma vi starete chiedendo chi sia mai Pantellini. Un chimico che, per puro "caso", ha visto guarire un amico da un tumore allo stomaco. Sotto suo consiglio aveva bevuto per più di un anno del succo di limone con bicarbonato di potassio. In realtà, l'amico malato terminale aveva confuso il bicarbonato di sodio con quello di potassio ma, come spesso accade, da un errore è nata una scoperta sensazionale. Così, quando il tumore era regredito, l'amico felice e sano si era fatto vivo per raccontare della sua miracolosa guarigione. Dopo questo primo caso se ne sono aggiunti molti altri, spesso, quello che accadeva era proprio un netto miglioramento della salute sia da un punto di vista generale che della parte malata.

Cosa succede in un organismo affetto da una patologia tumorale? Una caratteristica sempre presente nel paziente oncologico è l'acidità tessutale. In condizioni normali, le cellule vivono e svolgono meglio il loro lavoro proprio in un ambiente alcalino. Nell'acidosi metabolica un eccesso di sostanze acide dette radicali liberi spostano il ph di un organismo verso dei valori che impediscono alla cellula di svolgere il proprio compito nel migliore dei modi. È proprio quando la cellula non riesce a compensare questo stato di acidosi, che inizia la perdita di controllo dell'attività metabolica che presto o tardi conduce poi ad una malattia degenerativa. Questo stato determina danni alla membrana, al citoplasma e quindi alla respirazione cellulare.

Cos'è l'ascorbato di potassio e come si comporta all' interno dell'organismo malato?

L'ascorbato di potassio è un sale derivato dalla vitamina C, atossico e senza effetti collaterali. È composto da acido ascorbico, bicarbonato di potassio e ribosio. La vitamina C aiuta l'entrata del potassio nella cellula che a sua volta determina l'uscita di sodio e glucosio. Questi movimenti comportano sostanzialmente la modificazione del ph intracellulare e la diminuzione di sostanze nutritive, di conseguenza il blocco della proliferazione delle cellule neoplastiche. Il ribosio assunto per via orale velocizza il processo di assorbimento di potassio nel citoplasma. In questa situazione la cellula tumorale non riesce a sopravvivere e quindi il suo processo di replicazione incontrollato cessa. Sostanzialmente il compito che svolge questo sale è quello di basificare il corpo permettendo alle cellule di ricominciare a lavorare nelle migliori condizioni possibili. Ci tengo comunque a sottolineare, che tutti i relatori partecipati al nostro congresso, pur avendo preparato delle relazioni su di una singola sostanza, hanno tenuto a precisare che, di fronte ad una malattia così grave, è bene lavorare su più fronti e con diverse molecole, in quanto spesso usate insieme svolgono un'azione sinergica. È solo attaccando il tumore su più fronti che possiamo pensare di tenerlo sotto controllo e qualche volta anche di sconfiggerlo.