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Dott.ssa Monica Premoli medico veterinario esperta in medicine non convenzionali

Rimedi nati nella seconda metà dell’800, grazie al medico tedesco William Heinrich Schuessler, formulatore di un sistema di preparati terapeutici cellulari che chiamò “Biochimica”.

sali

 

La biochimica di Schuessler usa come agenti curativi delle sostanze inorganiche minerali “i Sali tissutali” ritenuti indispensabili per la costituzione e il buon funzionamento di quest’ultimi. Ad ogni sintomo corrisponde la carenza di uno o più Sali tissutali. Gli elementi inorganici (minerali) sono elementi essenziali della vita ed insieme alle sostanze organiche permettono di costituire le cellule di cui il corpo è composto; la formazione e la capacità vitale dei tessuti ed organi sono condizionate dalla presenza di quantità fisse di sostanze inorganiche indispensabili per la loro costituzione. Il dottor Schuessler lavorò effettuando analisi sulle ceneri derivate dalla “calcinazione” di tessuti umani e scoprì che nelle ceneri erano sempre presenti questi 12 Sali che evidentemente dovevano partecipare attivamente alla costituzione dei tessuti tanto quanto le sostanze che si volatilizzano durante la calcinazione stessa. Arrivò quindi alla conclusione che una corretta proporzione di minerali permetteva alla cellula di funzionare al meglio.... “non c’è osso senza calcio, sangue senza ferro, cartilagine senza silice, saliva senza cloruro di sodio...” (cit.) Il dott Schuessler chiamò la sua metodica terapeutica “biochimica” in quanto i rimedi utilizzati sono unicamente i Sali minerali la cui presenza è riconosciuta indispensabile per la costituzione ed il buon funzionamento dei tessuti. Oggi possiamo considerare i Sali tissutali come “cofattori del metabolismo cellulare” e quindi, alla luce delle conoscenze attuali in ambito medico-scientifico, dare loro un ruolo più preciso. La malattia è sempre accompagnata da un deficit (relativo) di determinati minerali; con l’apporto a piccole dosi di queste sostanze biochimiche, le cellule potranno ripristinare la loro struttura e vitalità poiché la malattia interferisce con l’assimilazione ed il trasporto degli elementi essenziali per mantenere e riparare i tessuti biologici. In alcune “fasi biologiche” che l’organismo attraversa come la crescita, superlavoro muscolare, gravidanza o lo stress importante, vengono ad essere consumati determinati Sali e quindi si instaura una carenza relativa anche se i Sali sono presenti in moltissimi alimenti. L’azione terapeutica dei Sali di Schuessler non è certo quella di andare a coprire una carenza poiché non sono somministrati ponderalmente ma sono diluiti alla decimale. La loro è quindi una funzione di “informazione” che permette all’organismo di assimilare e o utilizzare al meglio quei Sali indispensabili introdotti con l’alimento o già depositati nell’organismo, senza che se ne apportino altri.

Del suo metodo Schuessler dice: “si avvicina all’Omeopatia in quanto utilizza le dosi infinitesimali ma si discosta da essa perché si basa sulle dinamiche proprie della biochimica e della fisiologia generale.” e non segue neppure il concetto di ”similitudine” che è basilare in ambito omeopatico.

Siamo quindi di fronte ad una metodica “energetica”, simile all’Omeopatia per la quale, studi e scoperte recenti sul campo magnetico del DNA, potrebbero fare luce relativamente ai meccanismi d’azione.