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Articolo scritto dalla dott.ssa Francesca Agabio medico veterinario

Fin da bambina mi è sempre piaciuto fare i puzzle! Cercare e trovare i pezzi selezionandoli in base alle loro caratteristiche, ognuno essenziale e diverso dagli altri, senza il quale l'immagine non sarebbe stata completa.

Ho pensato che in questi ultimi tempi vi ho proposto post in cui vedete miei pazienti trattati con la Biorisonanza e mi sono resa conto che forse non è proprio così chiaro di cosa si tratta!!!

magnifico puzzle

Partiamo dall’inizio…

Per prima cosa dovete sapere che tutti noi (uomini animali piante etc..) siamo fatti in realtà per il 99% di energia e solo per l’1% di materia. Già questa affermazione se ci pensate cambia un bel po' il modo di vedere molte cose… ma chi è avvezzo a sentir parlare di energia e di olismo non si stupirà.

Dunque dobbiamo per prima cosa spostare la nostra attenzione dalla materia, dal “fisico” al piano diciamo extracorporeo. Il “linguaggio” dell’energia (ossia come si esprime, come cambia e come si trasmette) è la frequenza.

Una frequenza (così ci dice la fisica) è il numero di oscillazioni di un’onda per unità di tempo. Quindi una frequenza è un numero. Niente di astratto. Scientificamente inoltre è stato dimostrato che ogni cellula, (anzi ogni organulo cellulare) e ogni organo, vibra con una frequenza ben precisa.

E pensate, anche ogni emozione ha la sua peculiare frequenza vibrazionale!!!

In effetti ogni medicina energetica (pensate all’omeopatia, ai fiori di Bach, all’agopuntura) lavora con le frequenze! Un rimedio ha una certa frequenza e “dinamizzandolo” (ossia scuotendo la soluzione in acqua) imprimiamo un’energia e cambiamo leggermente la frequenza, e questa andrà a lavorare riequilibrando la “frequenza” alterata di quell’individuo.

Quello che personalmente trovo affascinante e che credo sia l’unica possibilità di comprensione profonda del malato è il ruolo delle emozioni nell’insorgenza della malattia.

​Ok, se mi cade una tegola in testa uscendo di casa, non credo che le emozioni di quel momento possano avere un ruolo ….( Aspettate… forse adesso che ci penso bene non ne sono così sicura….ma di questo ne parleremo un’altra volta)

In ogni caso quando ci troviamo davanti ad un vero episodio acuto la guarigione avverrà anche spontaneamente, quello che possiamo fare è per lo più accelerare i tempi e evitare conseguenze/ complicanze.

Ma quando abbiamo a che fare con una patologia cronica, degenerativa, oncologica allora credo fortemente che la guarigione “emotiva” sia la base della vera cura.

Anche Hanhemann lo diceva: i sintomi sono la guida per comprendere il disequilibrio, e come tale non vanno soppressi.

Allora vi starete chiedendo: ma in cosa consiste una seduta di biorisonanza?

Quella che pratico io sarebbe più corretto definirlo Biofeedback Quantistico.

Lo strumento che utilizzo in pratica consente di far emergere il subconscio dell’individuo esprimendo le proprie “reattività “e l’origine dello STRESS (causa di malattia).

Il paziente può o meno essere presente e collegato all’apparecchio.

No, nessuna magia. Anche questo fenomeno è scientificamente dimostrato dalla fisica quantistica: si chiama entanglement quantistico. Due particelle che sono state a contatto tra loro, anche una volta separate continueranno a reagire contemporaneamente ad uno stimolo. Per lavorare “a distanza” utilizziamo un campione di pelo (o crine). I capelli e i peli infatti sono un materiale biologico in grado di mantenere a lungo l’informazione. Ed è proprio l’informazione che a noi serve!

Nella prima fase la macchina effettua un test (ogni volta) della durata di tre minuti, durante la quale invia e riceve circa 10000 frequenze (tra questi organi, ormoni, vitamine, emozioni, meridiani di agopuntura etc…). In questo modo viene fatto un confronto tra le reattività “normali” e quelle del paziente.

Al di sopra e al di sotto della media staranno i nostri obiettivi di ricerca.

A questo punto comincia il ruolo vero e proprio del terapeuta che in base alla sua personale sensibilità ed empatia, oltre che alle sue conoscenze, sceglierà quali programmi utilizzare per “sbloccare la situazione “.

Uno dei primi passi è sempre aprire le vie energetiche (sbloccare i chakra e i meridiani) e poi detossificare.

Poi bisogna far emergere l’individuo, in un certo senso “lasciarlo parlare”. Questa è definita erroneamente terapia. Sarebbe molto più corretto chiamarla stimolo all’autoguarigione.

Ogni programma che il software utilizza lavora rimettendo in equilibrio le frequenze, e molte volte è possibile rilevare alterazioni frequenziali prima che ci sia una patologia conclamata clinicamente indagabile.

Faccio un esempio: se mi ritrovo ad avere a che fare con l’item (ossia la frequenza) ANEMIA, non è detto che facendo un esame del sangue riscontrerò che il paziente è anemico. Ma è possibile che sé questa frequenza è già alterata, il paziente possa sviluppare in futuro anemia.

È molto interessante anche la valutazione dei minerali e delle vitamine. Anche in questo caso non è detto che ci sia una reale carenza o eccesso, ma il paziente potrebbe non riuscire ad utilizzare completamente quella vitamina, oppure a “smaltirla”.

Non dobbiamo fraintendere il risultato del test. Non sono valutazioni fisiche ma energetiche.

Non ultimo, anzi, per me ancor più interessante, è quanto emerge il rapporto con il proprietario: a volte compaiono chiaramente aspetti emotivi dell'"umano" e parlandone si riesce spesso a risolvere "conflitti" che non volendo riversiamo sul nostro compagno a quattro zampe.

Tutto questo deve aiutarci a costruire il puzzle che ci farà VEDERE chiaramente CHI È il nostro paziente ed aiuitarlo a GUARIRE.