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omeopatiArticolo scritto dalla Dott.ssa Daniela Montesion Medico Veterinario

 

L’Omeopatia si è sviluppata e diffusa come sistema terapeutico verso la fine dell’ ‘800, per merito del Dott. S.F.C.Hahnemann (1755 -1843) che per questo motivo è considerato il padre fondatore dell’Omeopatia unicista moderna.

La celebre frase “Similia similibus curentur”, che riassume l’intuizione, che sta alla base di questo metodo, è stata rinvenuta, con riferimento ad alcuni casi particolari, già in testi medici della metà del 1700. Hahnemann verificò sperimentalmente che quell’intuizione era in realtà una proprietà farmacodinamica insita in ogni medicamento e spese tutta la sua vita per sviluppare e perfezionare un metodo terapeutico governato da leggi precise e verificabili che chiamò Omeopatia dal greco “homoios” che significa simile e “pathos” ovvero malattia, sofferenza

Nel 1790 traducendo la Materia Medica di W.Cullen, professore di medicina all’Università di Edimburgo, Hahnemann apprese che l’intossicazione da chinino produceva una sintomatologia febbrile molto simile a quella malarica. D’altro canto il chinino stesso era comunemente utilizzato nella cura di tali febbri.
Stimolato dall’idea che non si trattasse di una coincidenza, volle sperimentare su di sé gli effetti del chinino convincendosi di quella che, dopo sperimentazioni analoghe con centinaia di altre sostanze, poteva essere assunta come regola generale; enunciò per la prima volta la “LEGGE DEI SIMILI” : “L’esperienza ci insegna inoltre che tutti i medicamenti guariscono, senza eccezione, le malattie i cui sintomi si avvicinano il più possibile ai loro, e che tutte le malattie possono essere in tal modo vinte.”
“La virtù curativa dei medicamenti sta dunque nella loro proprietà patogenetica di provocare dei sintomi simili a quelli della malattia da trattare, ma più forti di essi.
(§ 26 e 27 dell’“Organon e l’arte del curare” di S.F.C.Hahnemann).

Tutto il sistema culturale occidentale, non solo il campo della medicina, è stato eretto sulla legge dei contrari: per questo motivo ci si rivolge al medico perché ci prescriva un anti-biotico, un anti-piretico, un anti-emetico, un anti-infiammatorio e così via. L’approccio è quello di dover rimuovere i sintomi, e nel più breve tempo possibile, ritenendo che essi stessi siano la malattia.
In Omeopatia, al contrario, i sintomi sono considerati l’espressione del modo in cui il nostro organismo, in virtù del suo potere di autoguarigione, tenta di ricondursi ad uno stato di salute, all’omeostasi. In questo modo l’Omeopatia guarisce il malato nel suo profondo e non si limita a rimuovere i sintomi. Se essi fossero semplicemente contrastati con medicine sempre più forti non farebbero altro che spostarsi a livelli dell’organismo via via più profondi, fino ad evidenziarsi unicamente a livello psichico ed emozionale. Questo percorso della malattia e di conseguenza del processo di guarigione ideale è governato da una legge di natura, conosciuta come Legge di Hering, nota a tutti coloro che studiano le Medicine Olistiche.

La malattia acuta si manifesta con sintomi chiari ed intensi, ha per lo più una causa nota ed è autolimitante (se non è così grave da portare al decesso), mentre i sintomi della malattia cronica non hanno la tendenza a scomparire, hanno una minore intensità, modalità spesso molto varie da un paziente all’altro e derivano da uno stato di disequilibrio che perdura da tempo, che ha dato loro modo di insediarsi nell’individuo e di trovare una direzione che è caratteristica per ognuno di noi: rappresentano il modo in cui il nostro organismo tenta di rimuovere la causa della vera malattia sottostante, che, in ultima analisi, consiste nell’alterazione dell’equilibrio della Forza Vitale, caratteristica di ogni organismo vivente. Il medico omeopata ha il compito di decifrare il linguaggio utilizzato dal corpo attraverso i sintomi per scoprire l’origine della malattia, ovvero l’origine del disequilibrio energetico. Per ripristinare la condizione di salute somministra al malato un Rimedio Omeopatico scelto per similitudine tra i sintomi del paziente e quelli ottenuti somministrando il medesimo Rimedio a soggetti sani nel corso delle sperimentazioni omeopatiche, dette provings. I testi di Materia Medica Omeopatica sono una raccolta fedele delle registrazioni di tali sintomi redatte dagli sperimentatori.

Le sostanze utilizzate per la preparazione dei Rimedi Omeopatici derivano dai Regni Vegetale, Animale e Minerale. Recentemente sono stati preparati Rimedi ottenuti dall’esposizione dei granuli di lattosio ad agenti fisici (raggi X, elettricità…). La preparazione dei Rimedi Omeopatici oggi avviene per lo più in modo automatizzato, ma consiste sostanzialmente in serie più o meno ripetute di diluizioni su base idroalcoolica della sostanza di partenza e dinamizzazioni successive, rispettando precisi protocolli di standardizzazione, a seconda della Potenza del Rimedio che si vuole ottenere. In ultimo il Rimedio diverrà definitivamente Omeopatico quando verrà prescritto sulla totalità dei sintomi del paziente e sarà in grado di avviare il processo di guarigione nel rispetto della Legge di Hering. I Rimedi Omeopatici in commercio si presentano sotto forma di granuli e globuli di lattosio, soluzioni idroalcooliche, fiale iniettabili.

 

Revisione editoriale a cura della Dott.ssa Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario