Alimentazione etologicamente corretta

ASMA: dall'intestino alle vie respiratorie

Articolo a cura della Dott.ssa Ilaria Magnelli, DVM, MSc, CVA

Vorrei parlarvi oggi di allergie. Oramai notizia risaputa è che le allergie sono in aumento in tutte le specie animali che studiamo: umani, cani, gatti, e cavallo (R.S. Mueller et al. 2015).

Tra queste abbiamo l’asma felina che è una delle affezioni broncopolmonari più comuni del gatto. Circa il 5% ne sono colpiti, non è una malattia particolarmente mortale ma richiede trattamenti per tutta la vita. Nell’asma l’esposizione a determinati allergeni ambientali, normalmente non pericolosi, stimola una risposta con produzione di anticorpi, provocando una reazione a cascata con infiammazione delle vie aeree e sintomi quali tosse, starnuti, produzione di muco, broncocostrizione, dispnea, fino a determinare alterazioni permanenti della struttura polmonare (L.A. Cohn, 2009).
Essendo questa patologia del gatto molto simile all’asma allergico dell’uomo alcuni ricercatori si sono chiesti se per caso non si potessero individuare degli allergeni ambientali che possano essere causa di malattia in entrambe le specie. Il risultato è che ci sono importanti somiglianze alle risposte ad allergeni inalatori sia nell’uomo che nel gatto, ma non ci sono abbastanza ricerche che esaminino lo sviluppo della malattia in correlazione a determinati allergeni nel gatto (C.R. Reinero et al. 2009).

Ma quale è la connessione tra intestino e vie respiratorie?
Come probabilmente sapete negli ultimi anni tantissimi studi sono stati fatti sul microbiota intestinale, fantastico e essenziale mondo di microrganismi che colonizzano l’intestino di noi mammiferi. Sempre negli ultimi anni di ricerca è emerso che il microbiota intestinale manda messaggi al cervello e che viceversa il cervello comunica con il nostro intestino (esperienza che tutti noi abbiamo avuto nella nostra vita, vedi strizza per un esame!), questa comunicazione è stata chiamata “asse intestino-cervello”.
Ciò che oggi voglio raccontarvi è che esiste anche un “asse intestino-polmone”.
Diverse malattie respiratorie, come l’asma, la COPD malattia cronica ostruttiva e la fibrosi cistica hanno in comune una componente, cioè dei sintomi a livello del tratto intestinale (Roussos A. et al. 2003; Keely S,2014). Ma è vero anche il contrario, cioè nel corso di diverse malattie polmonari sono stati dimostrati cambiamenti del microambiente intestinale, comprese variazioni della composizione del microbiota. Per esempio nei bambini in età scolare si è visto che prima delle manifestazioni asmatiche c’è stata una diminuzione della composizione della popolazione intestinale (Abrahamsson TR et al. 2014; Bisgaard H et al. 2011).
Queste ricerche indicano perciò che c’è un dialogo vitale tra queste due mucose, quella intestinale e polmonare. Il microbiota intestinale influenza la composizione batterica polmonare e la risposta immunitaria, in diverse maniere (B.J. Marsland et al. 2015). L’integrazione di batteri benefici per l’organismo (probiotici) aiuta a recuperare uno stato di salute sia a livello locale (intestinale) che distale (polmonare) attraverso il ripristino delle funzioni e della composizione del microbiota, regolazione di cellule deputate alla difesa e il controllo dei processi immunopatologici (A. Dumas et al. , 2018).

Immagino di trovarvi d’accordo che i nostri amici animali, con la loro convivenza, non portino che benessere nella nostra vita. Oltre il lato emotivo, ci sono ricerche scientifiche che dimostrano che un’esposizione precoce dei bambini ai cani è protettiva nei confronti dello sviluppo di malattie allergiche. Nelle case dove vivono i cani c’è un ambiente determinato e specifico di esposizione microbica alla polvere domestica ( Marrs T et al. 2019). Perciò in uno studio hanno esposto dei topini alla polvere di ambienti dove vivono cani e hanno dimostrato che l’esposizione li proteggeva da allergie delle vie respiratorie e che l’esposizione alla polvere di cane ristrutturava il microbioma intestinale, tramite un aumento significativo di un determinato batterio Lactobacillus johnsonii. Quest’ultimo è stato identificato nel tratto gastro intestinale come specie in grado di influenzare la risposta immunitaria adattativa in aree mucose remote (vedi vie respiratorie) proteggendole da vari insulti respiratori (K.E. Fujimura et al. 2014). Sempre in una ricerca sui topi è stato dimostrato che l’esposizione ad una proteina allergizzante inalata da animali con alterazioni del microbioma intestinale (topi germ free) provoca una reazione allergica solo in questi soggetti e non nei topi con microbioma sano. (Noverr MC et al., 2005).
Per fare un punto della situazione: abbiamo capito che esiste un asse intestino-polmone e che i due comunicano vicendevolmente e che tramite cambiamenti del microbioma intestinale possiamo ottenere una protezione a livello delle vie respiratorie.
Chi è uno dei maggiori responsabili della composizione del microbiota intestinale? La dieta.
Sappiamo che metaboliti dei batteri intestinali non solo modulano la risposta immunitaria dell’intestino, ma dell’intero organismo e arrivano al cervello e alle vie respiratorie. Inoltre disbiosi (alterazioni della popolazione microbica) dell’intestino sono implicate in diverse malattie delle vie respiratorie compreso asma, allergie etc. Alcuni probiotici sono stati dimostrati benefici nei confronti della salute polmonare (S. Anand et al. 2018).
Perciò andiamo a vedere a quale punto sono le attuali ricerche riguardo la dieta o integrazioni di nutraceutici in ambito felino.
Una ricerca pilota è stata fatta sull’integrazione nel gatto di probiotici per via orale, in questa è stato dimostrato come dopo la somministrazione di probiotici ci sia un cambiamento nella composizione del microbioma polmonare sia delle basse che delle alte vie respiratorie, nonché nella composizione del microbioma intestinale. L’integrazione di probiotici, dimostra la ricerca, può essere utile nei trattamenti delle disbiosi intestinali che si verificano nelle patologie infiammatorie delle vie respiratorie del gatto, come l’asma felino ( A. I. Vientos-Plotts et al. 2017).
Anche un’integrazione di omega 3 associati alla luteolina (per la durata di 4 settimane) in gatti con reazione allergica indotta, hanno dimostrato di poter prevenire la risposta reattiva delle vie aeree post ripetizione stimolo allergico (J. Leemans et al. 2010).
Alla fine di tutti questi ragionamenti vi potrebbe sorgere la domanda se quindi una dieta ad eliminazione potrebbe essere una valida opzione. Si, il tentativo vale la pena ed è sorretto da evidenze scientifiche anche se non è l’unica strada percorribile nella cura dell’asma felina.

Molte domande rimangono aperte nelle menti dei ricercatori, ancora non sono chiari dei meccanismi nell’asse intestino-polmone. Qualunque siano le risposte, l’ecosistema (microrganismi e cellule ospiti) dell’intestino e delle vie respiratorie, attraverso un intricato sistema di comunicazione reciproca, collegano l’alimentazione, la salute respiratoria e digestiva e le difese immunitarie. Ricordiamolo ogni qual volta diamo da mangiare al nostro gatto.


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