Alimentazione etologicamente corretta

A proposito di legumi

Articolo a cura di Ilaria Ilaria Magnelli, DVM, MSc, CVA

Negli ultimi tempi mi è capitato più volte di sentire dire dai miei clienti che i loro gatti mangiano i ceci o che includono in un’alimentazione Barf un pasto di fagioli.

Sugli scaffali dei negozi specializzati per animali vedo sempre più comparire alimenti, anche tra i più costosi e attenti alla composizione come i grain free, che nella loro formulazione contengono piselli, lenticchie e altri legumi. Esistono marche fuori dalla grande distribuzione, sono piccole industrie italiane specializzate in estrusi a freddo, e anche nelle loro composizioni vedo leguminose.

Perciò mi sono chiesta ma davvero i carnivori posso mangiare i legumi? La mia prima risposta è assolutamente no!

Però a pensarci bene e se fosse una delle soluzioni per diminuire l’inquinamento sulla terra come molti clienti mi chiedono, ma al mio animale carnivoro non potrei dare più verdure, cereali, legumi etc…? così da non gravare sull’allevamento animale, che sappiamo tutti essere una delle principali fonti d’inquinamento. Tema che mi sta molto a cuore quello del nostro impatto sulla terra e di come possiamo fare delle scelte che migliorino questa condizione, considerando che siamo 60 milioni di abitanti in Italia con 60 milioni di pet nelle nostre case e, moltiplicato questo per tutti i paesi del mondo, non sarebbe certo una cosa da poco (per saperne di più potete vedere il video sulla pagina youtube di Armonie Animali dove parlo di Alimentazione Sostenibile).

Ma non è che come molte volte è accaduto, anche questa è solo una moda? le industrie mangimistiche seguono le nostre tendenze, quello che noi esseri umani richiediamo al mercato, perciò negli anni ’80 volevamo cibo con meno grassi, negli anni ’90 cibo biologico e grain free, dal 2000 in poi cibo paleo, con alto contenuto in proteine e ai giorni nostri richiediamo alimenti per uso umano, vegani e vegetariani e proteine esotiche.

Perchè l’industria mangimistica ha aggiunto i legumi nel cibo per cani e gatti?

Perchè sono fonti di proteine a basso costo, perchè per estrudere una crocchetta (cioè il processo che dà la forma alla crocchetta stessa) c’è sempre bisogno di amidi che sono contenuti sia nei carboidrati che nei legumi, perciò se togliamo i carboidrati poichè vogliamo un cibo grain free o aggiungo le patate (che considero sempre carboidrati) oppure aggiungo i legumi.

Quindi analizziamo questi due fattori cardine: proteine e amidi; quali sono presenti nei legumi e quali sono necessarie all’organismo e funzionali per la salute dei nostri cani e gatti.

Le proteine possono provenire da fonti di origine animale o vegetale tutti i mammiferi ne hanno bisogno, gli amminoacidi cioè i mattoncini costituenti le proteine, sono essenziali per la vita di tutte le cellule. Servono a regolare il metabolismo e assistono la crescita e la riparazione dei tessuti. La loro carenza ha effetti dannosi su tutto l’organismo e sulla permeabilità e la funzionalità dell’intestino, quindi sul sistema immunitario.

Quali e quanti amminoacidi servono ai pet? fino ad oggi dei 22 amminoacidi totali (che sono comunque fondamentali), 10 sono considerati essenziali per il cane e 11 per il gatto.

Gli amminoacidi non essenziali si chiamano così perchè possono essere sintetizzati dal fegato, quelli essenziali non possono essere sintetizzati dall’organismo, quindi devono essere presenti nella dieta.

Come si valuta quindi la qualità di una proteina? dalla composizione di amminoacidi (evidentemente) e dalla biodisponibilità della proteina.

Che differenza c’è tra le proteine vegetali e quelle animali? La composizione aminoacidica, quindi il loro valore biologico. Cioè le proteine animali hanno un valore biologico superiore a quelle vegetali e per la loro composizione in aminoacidi essenziali sono definite complete e quelle vegetali incomplete.

Ma questo come sapete può essere ovviato facendo delle associazioni alimentari (pasta e fagioli, riso e lenticchie). Tra l’altro il valore biologico delle proteine, diminuisce con la cottura degli alimenti.

La digeribilità è maggiore in quelle animali e così il loro utilizzo sopratutto per un’animale carnivoro, quindi viene da chiedersi, visto le percentuali di proteine elevate (di cui hanno bisogno i pet), se è sano per i nostri animali l’ingestione prolungata ed elevata di proteine derivanti da fonti proteiche vegetali. Quali messaggi arrivano al loro DNA?

Un ulteriore aspetto molto importante è la presenza di amminoacidi glucogenetici nella dieta del cane e del gatto, che sono maggiori nelle proteine animali che non in quelle vegetali. I carnivori, sopratutto il gatto ricavano energia dalle proteine, proprio attraverso la via della glucogenesi. La fonte dalla quale le varie specie animali ricavano il glucosio necessario per lo svolgimento dei processi metabolici differenzia i carnivori dagli erbivori etc… E perchè i carnivori utilizzano la gluconeogenesi a partire da proteine? perchè i glucidi non sono digeribili per loro a differenza nostra (onnivori).

Valutiamo invece gli amidi. Sappiamo che il cane rispetto al gatto, è definito carnivoro opportunistico perchè dotato geneticamente di una maggiore elasticità alimentare e studi scientifici hanno dimostrato l’adattamento del cane in confronto a quello del lupo di digerire gli amidi dei cereali previa cottura, perchè ha 3 geni che codificano per l’enzima amilasi (deputato alla digestione di amidi complessi presenti nel riso, pasta etc…) Questo non vuol dire nè che tutte le razze digeriscono gli amidi nella solita maniera, nè che possiamo nutrirli solo di questo.

Gli amidi presenti nei cereali (grano, riso) sono diversi da quelli presenti nei legumi che sono formati in proporzione maggiore, circa il 40%, da amilosio una forma di amido meno digeribile. L’amido resistente (così viene chiamato quella parte di amido che è inaccessibile agli enzimi digestivi) è altissimo nei legumi crudi, 20-30% del peso, che quindi sono molto difficili da digerire (gli onnivori possono digerire l’amido crudo, i carnivori no) e diminuisce con la cottura al 4-5% del loro peso.

Altro punto da tenere in considerazione della presenza di legumi nel pet food è il contenuto in fibre che può causare disturbi digestivi in un carnivoro con un apparato digerente breve e non adatto a lunghe fermentazioni e che non richiede la presenza di fibre per la peristalsi intestinale. Le stesse fibre possono diminuire l’assorbimento delle proteine e il contenuto di fattori antinutrizionali come i fitati (p.es nei piselli) che diminuisco l’assorbimento dei minerali e vitamine anche dell’80%. Mentre la lectina può inoltre danneggiare le cellule dell’intestino portando ad alterazioni del microbioma e conducendo quindi a reazioni allergiche e autoimmunitarie.

Ultimo punto che ho analizzato e che può essere uno dei più sfuggevoli sopratutto analizzando un’etichetta di alimenti industriali è la presenza di sostanze tossiche legate all’utilizzo di alcune piante come soia e mais (non solo) che per lo più sono orgamismi geneticamente modificati tolleranti al glifosato. Da una ricerca del 2018 (Jiang Zhao) si è visto che gli alimenti per pet contengono un quantitativo di glifosato che è maggiore di 4-12 volte rispetto all’esposizione umana.

Questo ultimo aspetto apre anche una riflessione doverosa sulla probabile presenza di alimenti geneticamente modificati, come la soia che può non essere descritta o presente come fagiolo stesso nell’elenco degli ingredienti. Ad esempio potrebbe nascondersi sotto la parola: vegetale, proteine vegetali, lecitina, farina di soia, aromatizzante naturale etc…

Negli USA, uno dei maggiori produttori di soia al mondo, solo l’1% è biologica e il 9% una varietà naturale, mentre il 90% è OGM. Ci sono anche molti altri motivi per cui ad esempio non vorremo la soia nel cibo per animali, quindi neanche il tofu e il tempeh, perchè contiene fitoestrogeni che interferiscono con l’asse ormonale, ad es. con la produzione di ormoni tiroidei.

Non è obbligatorio nel pet food indicare la presenza di alimenti OGM e questi possono essere: mais, soia, riso, patate, rape, canola, piselli, pomodori, alfa alfa etc…

Quindi alla luce delle ricerche scientifiche al momento totalmente mancanti o incomplete riguardo ai legumi come alimento per carnivori (ne ho trovate due, una sui gatti e una sui cani le quali analizzavano 8 gatti e 8 cani per 14 giorni) e delle necessità metaboliche proteiche di questi animali, non mi sento di poter affermare che i legumi sono un alimento sostitutivo proteico per i nostri pet e sopratutto valuterei bene di comprare alimenti industriali che li contengono a fronte normalmente del loro alto costo.

Se si dovesse decidere di fare delle aggiunte di legumi nelle diete casalinghe del cane, per il gatto lo escludo al momento, bisogna che siano ben studiate in tutte le loro componenti (compreso le caratteristiche individuali del soggetto) da un professionista. Utilizzati in quantità adeguate, per tempi brevi e giustamente integrati, potrebbero rappresentare un piccolo risparmio energetico per il pianeta terra (?).

Dato che la scienza è in continua evoluzione ritengo in tutta onestà che sia intelligente rimanere aperti a nuove e differenti possibilità che questo ambito alimentare potrebbe offrirci.


L'articolo è stato scritto da: Ilaria Magnelli
Professione: Medico Veterinario
Telefono: +39 3497896413
Email: ilaria.magnelli@gmail.com

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