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Mia sorella ha la coda

Articolo da Margherita Carretti, Etologa e Naturalista insieme al Dott.Stefano Cattinelli medico veterinario

Sapete quando sentite dentro una grande emozione e insieme a lei sale anche un nodo in gola, ma questo non l’aiuta ad uscire, anzi l’imprigiona e li cresce, cresce, cresce, invece che tramutarsi in parole si trasforma in commozione e l’unica cosa che vorreste fare e lasciarvi andare in un pianto liberatorio. Ecco cosa accade ogni volta che ripenso o provo a raccontare il mio percorso di vita con Talea, sorella con coda e zoccoli, che cammina al mio fianco da ormai 14 anni.

Ma partiamo dal principio, io e Talea ci siamo incontrate nel 2004, lei una giovane puledra di 3 anni da poco arrivata in Italia, piccola, spettinata e con il fuoco negli occhi. Io appena adolescente in piena crisi esistenziale, con un'unica passione: il mondo animale. Il nostro è stato un vero e proprio colpo di fulmine, come due anime che non aspettavano altro. Da lì è iniziato il nostro cammino di vita insieme.Mia sorella ha la coda

All’epoca la mia vita orbitava intorno al mondo dell’equitazione, ciò significava allenamenti giornalieri, trasferte per le gare il fine settimana e tanti sacrifici. Talea ed io eravamo completamente risucchiate da quel mondo competitivo ed agonistico, ricordo le gare passate in apnea, l’agitazione di Talea e il mio cercare in tutti i modi di tenerla sotto controllo. I risultati arrivavano, ma non erano mai abbastanza, il mio bisogno di perfezione veniva continuamente alimentato dalle richieste inesorabili di alzare l’asticella.

Non ero mai abbastanza, non eravamo mai abbastanza.

Immerse fino al collo in un loop di continua insoddisfazione. Io sempre più rigida, tesa e insensibile, Talea sempre più inquieta, ribelle e distante da me.

Questo continuo spingere sull’acceleratore aveva portato Talea a soffrire anche di periodiche coliche, i blocchi intestinali nei cavalli possono facilmente portare alla morte e noi in un paio di occasioni ci siamo andate vicine.

La crisi arrivò inesorabile, Talea non voleva più saltare, si rifiutava di passare oltre a quell’ostacolo che era diventato la mia unica ossessione. In ambito equestre questo significa una sola cosa: è il momento di cambiare cavallo. E con la leggerezza di un pilota che cambia macchina perché la sua ha problemi, ecco che la soluzione è a portata di mano.

Perché sprecare tempo ed energie? Il problema è il cavallo non di certo te o l’ambiente stesso. Intanto ti senti incapace, un fallito e riversi tutta la tua frustrazione su di lui, è difficile assumersi le proprie responsabilità, soprattutto quando l’ambiente intorno a te non fa altro che suggerirti scuse.

Talea cercava solo di farmi capire che c’era qualcosa di profondamente sbagliato in quella prevaricazione gratuita, in quell’imporre il mio volere a lei senza lasciarle spazio d’espressione, senza lasciare che la sua volontà potesse emergere. Per fortuna Talea non si è mai arresa e io non mi sono fatta fuorviare dalle scorciatoie.

Mentre la nostra vita procedeva dentro ad un inconsapevole limbo, nel 2009 è arrivata la possibilità di un cambio vita per entrambe, come un’ancora di salvezza. Talea ha trovato nuova casa presso la sede della cooperativa sociale LUNEnuove, dove una giovane asinella di nome Tina l’aspettava. Qui insieme abbiamo mosso i nostri primi passi nel mondo della cura e della relazione d’aiuto. Siamo entrate in contatto con una realtà che metteva al primo posto il benessere interiore e non i risultati, una realtà che dava valore al sentire e non all’apparenza. Per un periodo abbiamo continuato ad allenarci, una corda sempre più sottile ci teneva legate al mondo dell’equitazione. Finché queste due realtà hanno iniziato a farsi sentire esattamente come due polarità opposte. Da una parte la mia vecchia vita iniziava a rivelarsi per quello che era e per come mi aveva fatta diventare, dall’altra questo nuovo ambiente risvegliava in me quella sensibilità che per tanti anni aveva dovuto farsi sempre più piccola e silenziosa. Quella vocina finalmente prendeva coraggio e consapevolezza mostrandomi la via per ritrovare me stessa. Talea mi comunicava la sua ritrovata serenità, le coliche erano sparite e lei si mostrava sempre più fiduciosa e tranquilla verso il mondo esterno. I suoi occhi erano tornati luminosi come la prima volta che l’avevo incontrata, finalmente avevo compreso quello che per tanti anni il suo essere ribelle cercava di comunicarmi. Solo grazie a lei avevo trovato la mia bussola, come una grande sorella che cerca di guidarti nella giusta direzione, Talea aveva messo in campo tutta sé stessa per non farmi perdere nel mondo illusorio in cui vivevamo prima.

Questo prezioso insegnamento di vita risuona in me ogni volta che mi relaziono con un animale, ogni volta che progettiamo un incontro di Pet Therapy, mi chiedo sempre cosa ci sta comunicando quell’essere meraviglioso che abbiamo al nostro fianco, se stiamo realmente permettendo a lui di esprimere sé stesso o se ci stiamo facendo soggiogare dalle nostre aspettative.

Talea rimane la mia bussola, quando mi sento smarrita e sommersa dall’inquietudine, vado da lei, entro in contatto con la sua vita libera insieme al suo inseparabile branco, in punta di piedi chiedo permesso e lei riesce subito a leggermi dentro. Non si avvicina finché non trovo da sola quiete e tranquillità, allora si che viene e con il suo abbraccio ci ritroviamo, confortandoci reciprocamente come solo due sorelle sanno fare.


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