Dinamiche di relazione tra l'individuo e il suo animale

Articolo a cura di Daniela Montesion, medico veterinario olistico esperta in omeopatia

Sono un medico veterinario olistico e come tutti, alcuni anni fa ho dovuto affrontare la morte della mia cagnolina Camilla.


L'articolo è stato scritto da: Daniela Montesion
Professione: Medico Veterinario Olistico esperta in Omeopatia classica
Telefono: 335 820 4051
Email: md.omeovet@gmail.com

Non si può mentire all’inconscio, esso conosce sempre la verità”.
Francoise Dolto 


Articolo a cura del Dott, Stefano Cattinelli, medico veterinario Omeopata
Nel mio ruolo di veterinario che ha deciso di accompagnare naturalmente gli animali alla fine della loro vita mi sono spesso imbattuto in esperienze che coinvolgevano tutti i membri della famiglia, bambini compresi.


Articolo a cura di Margherita Carretti, Naturalista ed Etologa, mediatrice nella relazione Animale

Negli ultimi anni ho condotto vari gruppi di persone durante laboratori esperienziali di contatto profondo con il mondo animale.


L'articolo è stato scritto da: Margherita Carretti
Professione: Naturalista ed Etologa, mediatrice nella relazione Animale
Email: margherita.carretti@gmail.com

Il mondo di noi compagni di animali domestici si divide in due categorie: quelli che hanno cani e gatti che hanno paura dei fuochi d’artificio, dei rumori forti ed improvvisi e quelli che invece hanno animali che non hanno paura di queste cose.

Mentre i secondi possono vivere con serenità il Capodanno, i primi ogni anno devono industriarsi per aiutare i propri animali a non soffrire tantissimo durante i fuochi d’artificio.

Se sei tra questi ultimi, sappi che non sei solo ma che anche io, come te, ho avuto lo stesso problema.

10 anni fa ho incontrato una cagnolina. La prima volta che ci conoscemmo di persona era piccola, e viveva con la mamma in una gabbia in una campagna sperduta. L’unica cosa che sapeva fare era scappare dalla gabbia ed andare a cacciare ed uccidere conigli.

Ricordo che il vecchio proprietario mi disse: “questo cane è completamente pazzo. O lo prendi tu che sei del settore, o altrimenti lo lascio in gabbia. Non me la sento di lasciarla libera, è troppo folle”.

La logica mi diceva “Fuggi!”. Il cuore mi diceva “Prendila”

Gli occhi vedevano questo:

AAA106 20novembre02 Federica Roano articolo

Come avrei mai potuto resistere a questa tenerezza? Ed infatti non ho resistito e davvero mi sono trovata in un mare di guai. Bulla era un concentrato di problemi comportamentali, uno più complesso dell’altro.

Era una assassina di tutti gli animali che non erano cani. La sua idea di socializzazione con gli altri cani era avvicinarsi e ficcare il suo muso nella gola dell’altro cane, per leccargli i molari e mostrarle che in fondo lei era solo un cucciolo tenerello.

Scappava dal cancello di casa, andando a fare baldoria con i cani di quartiere. Mi sfidava sempre. Come io pensavo di dire “Non farlo!” lei mi leggeva nel pensiero e faceva l’esatto opposto di quello che le stavo dicendo.

Bulla era una costante sfida. Una bellissima, meravigliosa, perfetta e adorabile costante sfida per me.

Una delle sue caratteristiche è la voracità. Bulla mangia tutto quello che trova in giro ed è velocissima. Questo è stato un problema davvero enorme per noi perché più volte Bulla è stata tra la vita e la morte.

A 6 mesi ingoiò veleno per topi e stette male ma si riprese abbastanza velocemente.

L’anno successivo ingoiò del lumachicida e prima ebbe delle convulsioni fortissime e spaventose, i polmoni collassarono riempiendosi di sangue ed poi entrò in coma per diversi giorni.

Riuscimmo a salvarla ma i danni che riportò al suo risveglio furono terrificanti: aveva una aritmia molto pronunciata. Lo stomaco e l’intestino erano devastati, corrosi dal veleno e questo comportava emorragie gastriche ed intestinali.

Sapevo che Bulla era viva perché aveva voluto fortemente sopravvivere, perché era ostinata e furba e neanche la morte era riuscita a fermarla. Ma il suo corpo era debole e provato. Doveva assolutamente stare a riposo per sei mesi.

Avevamo un problema però, un problema molto grosso: si stava avvicinando il Capodanno e Bulla reagiva ai fuochi d’artificio eccitandosi da morire. L’anno precedente aveva corso per casa come un razzo, abbaiando da una finestra all’altra per l’intera durata dei fuochi.

E dato che qui al Sud Italia i fuochi d’artificio a Capodanno durano una oretta, Bulla per un’ora aveva corso per tutta casa abbaiando e facendosi quasi scoppiare il cuore.

Era chiaro che quest’anno tutto questo non poteva ripetersi. Il suo cuore avrebbe ceduto dopo pochi minuti, o forse secondi, chissà.

Dovevo assolutamente aiutarla a trasformare il suo modo di reagire ai fuochi d’artificio.

Sapevo che dovevo aiutare Bulla a trasformare la sua perdita di controllo in qualcosa di diverso, in una emozione che non le facesse male e che fosse per lei gestibile, in qualcosa che non la mettesse nei guai.

Mentre ragionavo su cosa fare, ebbi una illuminazione: stavo per trasformare il capodanno in un vero e proprio tesoro!

Quello che Bulla faceva durante i fuochi d’artificio era la manifestazione più evidente e più forte di ciò che lei era tutti i giorni.

Bulla aveva sempre comportamenti fuori controllo: era assolutamente vittima dei suoi istinti. Quando voleva fare qualcosa, quando sentiva il richiamo della caccia ad esempio o aveva voglia di socializzare, non pensava assolutamente ai rischi che poteva correre, rischiando costantemente di morire.

Bulla non pensava mai alle conseguenze ed ai pericoli. Pensava solo a ciò che voleva raggiungere. Era istintiva. Nella vita di tutti i giorni così come con i fuochi d’artificio.

Era per questo che ingoiava tutto quello che trovava a terra. Era per questo suo modo di fare che aveva rischiato di morire.

Capii che se volevo aiutarla durante la notte di Capodanno, dovevo aiutarla a trasformare la sua generale perdita di controllo in consapevolezza e capacità di gestire le sue emozioni, di accendere il cervello.

Così, studiai una strategia. Misi insieme le mie conoscenze da educatore cinofilo con la mia conoscenza dei fiori di Bach e così trovai la strada per aiutare Bulla a passare il Capodanno in serenità.

Negli anni ho capito che non solo è possibile superare la paura dei fuochi d’artificio, ma addirittura è possibile superarla mentre miglioriamo la qualità di vita dei nostri animali domestici (e nostra).

Per questo ho creato una web conference gratuita, per parlare di come possiamo trasformare le difficoltà con i fuochi d’artificio (dei rumori forti, delle paure in generale) in opportunità di conoscere più intimamente il proprio cane o il proprio gatto, aumentare la sua qualità di vita e sviluppare le sue capacità innate. 

Per iscriverti alla web conference, clicca qui: https://fuochidartificionoproblem.gr8.com/

 


L'articolo è stato scritto da: Federica Roano
Professione: Consulente di fiori di Bach per Persone e Animali
Telefono: 393 294 0186
Email: info@fioridibacheanimali.it
Sito: https://www.fioridibacheanimali.it/

Articolo a cura di Margherita Carretti, Naturalista ed Etologa, con il contributo di Daniela Grenzi, Psicologa- Psicoterapeuta e Paola Vigarani Counselor Clinica Professionale e Mediatrice Familiare

Cavalli: prede, animali dall’alto temperamento, emotivi ed imprevedibili. Ecco la rappresentazione classica con cui, la maggior parte delle persone che si autodefinisce “Uomini di cavalli”, vi descriverà l’insieme delle caratteristiche peculiari di questi animali. Esistono anche un’infinità di luoghi comuni sulla gestione del cavallo, gestione non relazione, perché di questo stiamo parlando. Stiamo parlando di un mondo che dipinge i cavalli come esseri incapaci di muoversi con coscienza da soli, controllati solo dagli istinti, animali per nulla riflessivi, emotivi e irrequieti di natura.


Articolo a cura della Dott.ssa Roberta Ricci, Medico Veterinario Esperto in Comportamento, Interventi Assistiti con gli Animali  e Medicina Naturale

E’ incontrovertibile che lo stress, appellato da molti come “male del secolo”, si stia diffondendo sempre di più, anche in conseguenza di ritmi di vita frenetici che caratterizzano la vita nelle città. Questo allarme coinvolge un gran numero di persone e purtroppo arriva frequentemente ad interessare anche gli animali che vivono nelle nostre case.


Articolo a cura di Antonella Mastrostefano, Operatrice Olistica e Consulente nella relazione con il gatto

Avevo sempre detto fin da bambina: "quando andrò a vivere per conto mio, mi farò il cane!" e così crescevo occupandomi del cane di mia sorella, di amici o quelli del canile, in attesa di quel giorno...


Articolo a cura della D.ssa Dora Scialfa Medico Veterinario

Dal titolo di un famoso libro di Robert Sapolsky “ Perché alle zebre non viene l’ulcera?”, colgo l’occasione per estendere al cavallo un disagio che vive l’uomo moderno: la somatizzazione dello stress. Già perché il cavallo, pur essendo un equide come la zebra e l’asino, si ritrova ad essere spesso uno stressato cronico appresso al suo cavaliere; la saggezza popolare lo dichiara da tempo: a star con lo zoppo s’impara a zoppicare!


Articolo di Dora Scialfa, Medico Veterinario

A tutti coloro che sono motivati dal piacere di leggere un buon libro, a chi ha voglia di conoscere il cane in molte delle sue sfumature motivazionali, a chi è motivato dalla necessità di comprendere alcuni comportamenti del proprio cane, regalerei questo libro di Elena Garoni!

Lo raccomanderei anche a tutti i professionisti che si trovano a poter consigliare quale cane è adatto per un particolare contesto; a chi ha deciso di compartecipare una parte della propria biografia con un cane o magari di adottarne un secondo o un terzo; a chi cerca, in un libro dedicato al cane, scienza ed arte, esperienza e competenza, umorismo ed autenticità professionale, chiarezza e sintesi, spregiudicatezza e senso di responsabilità.


articolo a cura di Matteo Gandi, educatore cinofilo e Monica Premoli, Medico Veterinario esperta in Medicine Complementari

I cani: un mondo fantastico!

Oltre a bisogni fisici da soddisfare e grandi corse nei prati, sono molto più!

Quante volte ci vengono raccontate storie di animali che ci lasciano senza parole, di gesti che riempiono di grandi dubbi su chi siano gli Anima-li?

A questo proposito vorrei raccontarvi del nostro ultimo viaggio, mio e della mia compagna, assieme ad Halma e Giorgio.

Ci siamo diretti in Toscana, spinti dalla curiosità dei racconti di un’amica archeologa che ci ha parlato di tombe pre-etrusche e antichi santuari naturali.

Eravamo armati solo delle coordinate di questi luoghi interessanti, ma Halma e Giorgio sembravano seguire, in mezzo alla fitta boscaglia, qualcosa che non erano odori.AAA054 19maggio02 Matteo Gandi


Articolo a cura della Dr.ssa Dora Scialfa medico veterinario

All’improvviso, nell’ingresso di casa, accanto alle chiavi, al guinzaglio del cane e ai sacchetti per raccoglierne le feci, sono apparsi guanti in lattice, Amuchina e mascherina che, come una sorta di museruola ora tocca ai proprietari di cani, e non solo a loro, indossare prima di uscire di casa per rispettare le regole.


Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli Medico Veterinario

Ti auguro una strada da percorrere giorno dopo giorno, con grande calma interiore, senza quella strana esitazione che a volte ci prende.
Ti auguro di imparare a riconoscere la bellezza in ogni cosa, l'armonia nella natura, la poesia nella vita."

Stephen Littleword

Quando parliamo di accompagnamento empatico alla fine della vita del nostro animale significa che abbiamo scelto di non praticargli l’eutanasia ma di dargli la possibilità di morire spontaneamente da solo, quando vuole.

“Da solo e quando vuole” significa che non ci sarà nessun aiuto farmacologico o rimedio omeopatico che anticiperà la sua morte ma che sarà lui a scegliere quando morire.

Ci tengo a sottolineare questo passaggio perché troppe volte vedo che l’accompagnamento empatico viene confuso con un percorso che finisce inevitabilmente con l’eutanasia.

No! L’accompagnamento empatico non finisce con l’eutanasia.accompagnamento empatico  Stefano Cattinelli


Articolo scritto dal Dott. Simone Erriquez, medico veterinario

Avanza il progetto Rete di Reti. “È un ecosistema di reti e soggetti diffusi sul territorio italiano che già si occupano di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Perché una rete di reti? Di fronte alla complessità e all'urgenza dell'attuale crisi sistemica l’esperienza di ciascuno degli aderenti rappresenta una forma di resistenza ed azione creativa, che tuttavia copre solo una piccola porzione del reale. Per questo è necessario un confronto sempre più ampio tra di essi e un appello all'intelligenza collettiva”. Così cita parte del manifesto ultimato nell’incontro di febbraio 2019, “ci rivolgiamo a tutte le reti e i soggetti attivi nel mondo del cambiamento per svolgere un ruolo di coordinamento e supporto, fare da ponte tra realtà territoriali e internazionali e far lievitare le utopie concrete. Vogliamo creare un laboratorio aperto di pensiero e sperimentazione, capace di rafforzare l’azione di ciascuna rete intorno a una comune voglia di cambiamento”. Partito nel luglio 2017 il progetto Rete di Reti (RdR) si pone l’intento di espandere le radici in terreni che possano accogliere il bisogno di agire per la crescita di una “società più equa, serena, autonoma e sostenibile”, fornendo una possibile alternativa alla carenza di valori che caratterizza questo periodo storico.

Reti


Page 1 of 4

Armonie Animali La rete del ben-essere animale ETS-APS
P.IVA 04430110405 - C.F. 92088900409 | segreteria@armonieanimali.com

Privacy & Cookie Policy

© 2021 Armonie Animali Tutti Diritti Riservati. Powered by Primastudio