Dinamiche di relazione tra l'individuo e il suo animale

Riscoprirsi connessi grazie alla relazione animale

Articolo a cura di Margherita Carretti, Naturalista ed Etologa, mediatrice nella relazione Animale

Negli ultimi anni ho condotto vari gruppi di persone durante laboratori esperienziali di contatto profondo con il mondo animale.

Queste esperienze si sono svolte sempre partendo da una condizione di piena libertà di scelta dell’animale e delle persone d’interagire o meno, prediligendo l’osservazione e un avvicinamento consapevole al repentino contatto diretto. La cosa che mi stupisce sempre di queste esperienze e come le persone riescano a riscoprire in pochissimo tempo la loro capacità innata di ascolto profondo verso sé stesse e verso l’animale con il quale entrano in contatto. In pochi minuti l’ambiente naturale, il silenzio del gruppo, i movimenti lenti, gli sguardi attenti e la riattivazione dei sensi tramite piccole pratiche di consapevolezza, permette ad ogni partecipante di riappropriarsi di un sentire antico e profondo naturalmente inciso nel nostro DNA. Quando parlo di questo non mi riferisco a niente di mistico e prodigioso, ma semplicemente alla nostra vera natura come specie umana, evolutasi sul pianeta terra e diventata Homo Sapiens circa 200.000 anni fa. Centinaia di migliaia di anni in cui ci siamo plasmati con l’ambiente naturale, tessendo relazioni profonde con i suoi abitanti, sviluppando quelle caratteristiche che meglio si adattassero ad esso, che ci aiutassero a sopravvivere e a perpetuare la nostra esistenza come specie. Tra le competenze maggiormente sviluppate ci sono indubbiamente quelle empatiche, capacità già presenti ed espresse anche dalle altre specie di mammiferi e non solo. Esse sono essenziali per l’accudimento della prole e basilari per l’instaurarsi di relazioni profonde e durature all’interno del proprio contesto sociale. Queste competenze però non sono a supporto dei soli rapporti inter-specifici, ma ricoprono un ruolo chiave anche all’intero delle relazioni con le altre specie animali. L’interconnessione tra tutti i viventi che popolano un ecosistema è fondante, le predazioni più efficaci e le sopravvivenze più durature, soprattutto per specie come la nostra non dotate di particolari apparati difensivi, sono basate principalmente sulla capacità di comprensione dell’intenzione e dello stato emotivo dell’Altro. Per questo motivo per centinai di migliaia di anni ci siamo evoluti per comprendere istintivamente e visceralmente gli esseri viventi con cui abbiamo condiviso il nostro percorso evolutivo. Questa capacità di entrare in risonanza emozionale e comprensione profonda con il mondo animale è intrinseca alla nostra natura. Per questa ragione quando conduco esperienze in contesti naturali a contatto con gli animali, spesso sconosciuti ai partecipanti, riattivando la loro capacità di ascolto intuitivo le persone sperimentano l’intensità del dialogo emozionale con il mondo animale. Un dialogo fatto di sguardi, di gesti attenti e misurati, di movimenti coordinati, di comprensione emozionale reciproca e profonda. Le persone dopo aver fatto esperienza di questa intensità di relazione ne escono cambiate, perché sono riuscite ad entrate in contatto con parti di loro antiche, risvegliate grazie alla relazione autentica con il mondo animale.

Il nostro rapporto con la natura e gli altri esseri viventi è profondamente inciso nei nostri geni, secondo il concetto di Biofilia, termine derivante dal greco “amore per il mondo vivente” dell’ecologo Wilson (1984), gli esseri umani hanno un innato bisogno di avvicinarsi e interagire con la natura e gli esseri animali non umani. Lo psicoanalista Fromm ha affermato che il desiderio umano di sperimentare l'unione con gli altri esseri è radicato nelle condizioni specifiche dell'esistenza che caratterizzano la specie umana ed è uno dei più forti motivatori del comportamento umano. Se ci pensiamo, solo nell’ultimo secolo l’uomo si è allontanato da una stretta convivenza e dipendenza con il mondo naturale, ma alle spalle si porta comunque dietro migliaia di anni di evoluzione in quell’ambiente specifico. Un centinaio d’anni dalla rivoluzione industriale ad oggi in termini evolutivi è un battito di ciglia, quasi del tutto insignificante. Non ci siamo evoluti per la società nella quale viviamo oggi, il nostro assetto genetico è quasi totalmente invariato dai nostri progenitori di centinaia di migliaia di anni fa. Secondo Roszak e Cohen, fondatori dell’Ecopsicologia scienza che studia l’interazione umana con l’ambiente, uno dei principali problemi di oggi è il senso d’alienazione, di solitudine frutto del distacco con la natura. Questo non sentirci più parte del mondo naturale, ma esseri diversi e dissociati dal resto degli animali, porta ad una scissione interna alla nostra psiche in conflitto profondo con la nostra vera natura di specie umana. Vivere profondamente la relazione con i nostri animali di casa, fare esperienze in natura esplorando ed approfondendo la conoscenza delle abitudini di vita degli altri esseri viventi ci consente di rispecchiarci in loro riconoscendo così parti di noi, così da sentirci nuovamente parte di questo mondo, non più separati, ma profondamente connessi con tutti gli altri viventi. Le strette interazioni con gli animali e la natura possono aiutarci significativamente a risolvere domande sull'identità personale e sulla nostra unicità umana in relazione al mondo. Sentirsi parte di questo mondo, profondamente connessi con ogni essere vivente, è l’unica via percorribile per un futuro che onora la vita e non la distrugge.


L'articolo è stato scritto da: Margherita Carretti
Professione: Naturalista ed Etologa, mediatrice nella relazione Animale
Email: margherita.carretti@gmail.com

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