Dinamiche di relazione tra l'individuo e il suo animale

La vita è trasformazione

Articolo a cura di Roberta Ricci, Medico Veterinario - esperta in Comportamento Animale e Interventi Assistiti con gli Animali

Osservo Lilla invecchiare.

Il pelo attorno al suo musetto si è ingrigito un poco e lo sguardo, sempre accogliente,  talvolta pare assumere una certa vacuità. e anche se lo scodinzolare al mio rientro è ancora vitale, le ore di sonno aumentano e le passeggiate insieme richiedono percorsi più tranquilli e ore più fresche.

Ripercorro con la mente il nostro tempo insieme: quando cucciola curiosa e maldestra, portava in famiglia una vitalità che era gioia pura e quando, diventata adulta, ha mostrato talenti e peculiarità e ha evidentemente  riflesso specifiche caratteristiche che erano parti di noi, fino ad oggi che ci appare di certo più posata e un poco saggia. In lei vedo la bellezza del cane anziano che si adatta al movimento della vita conservando una sorta di leggerezza e di giocosità interiore che mi muove tenerezza.

Una bellezza che non è più data dalla lucentezza del mantello o dalle forme muscolose e agili, ma deriva direttamente dal fluire naturale nella vita, da un profondo e sincero essere parte della natura, del tutto, espressione di qualcosa di immenso, che trascende il corpo e con esso lo spazio ed il tempo.

Perché, ne sono certa, l’animale, proprio come noi, viene in questo mondo per vivere unesperienza sensibile, fisica. E il suo corpo, proprio come il nostro, altro non è che un vestito utile ad unesperienza, manifestazione tangibile di unintelligenza superiore che possiamo chiamare natura, vita, Dio…

Ma c’è una differenza importante che distingue lanimale dall’uomo: il fatto di non essere dotato di una coscienza individuale gli permette di percepirsi naturalmente unito al tutto. E proprio perché si percepisce in unità con il tutto l’animale non teme di  abbandonare il suo corpo fisico. In noi esseri umani la coscienza crea invece una separazione definendo l’io dal mondo e chiedendoci un percorso di crescita e consapevolezza per tornare a sentirci parte dell’assoluto.

Allora il vivere accanto all’animale ci offre l’opportunità di osservare il flusso della vita secondo questa prospettiva e di alimentare la serena sicurezza che vecchiaia e la morte non rappresentino in nessun modo la fine dell’essenza luminosa che è la vita e che per sua natura si trasforma.

Questo mi anima mentre osservo Lilla  e ne percepisco la grande quiete, mentre  i suoi sensi, finestre sul mondo, si fanno meno acuti, permettendole di rivolgersi verso se stessa e affrontare al meglio la trasformazione finale.

Linvecchiamento è in tutto e per tutto un processo fisiologico e, dal mio punto di vista, non sta noi cercare di rallentarlo o invertirne la direzione.

Accanto allanimale che invecchia possiamo invece acuire quegli aspetti che ci permettono di entrare in armonia con il progetto della vita. In questo modo evitando di creare, con le nostre resistenze, attriti e intoppi al suo movimento trasformativo aiuteremo il nostro compagno a fluire senza difficoltà in questa nuova fase, e daremo al contempo l’occasione a noi stessi di affrontare temi essenziali per il nostro stare bene: il rallentare, landare allessenziale, il permettersi di scoprire il senso del proprio progetto di vita e il sentirsi parte di questo processo, con il risultato di nutrire in noi fiducia e serenità nel sentirci di essere parte di un tutto.

Ancora una volta, grazie Lilla.


L'articolo è stato scritto da: Roberta Ricci
Professione: Medico Veterinario - esperta in Comportamento Animale e Interventi Assistiti con gli Animali
Telefono: 349 794 6243
Email: robertaricci@zebragialla.it

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