Dinamiche di relazione tra l'individuo e il suo animale

Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
Seneca

Le forze spirituali che si liberano nel momento della morte dell’animale che vive con noi sono molto potenti e sempre foriere di guarigione.

Essendo considerato un membro della famiglia, l’animale è sempre parte integrante del complesso sistema famigliare.

Stefano Cattinelli


Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

Se è vero che la scienza degli ultimi secoli si è limitata ad indagare il mondo della materia, è oggi più che mai urgente instaurare una scienza che si occupi della realtà spirituale del mondo in cui viviamo

Pietro Archiati

animali specchioPuò una dermatite cronica di un cane essere legata ad un conflitto che una ragazza ha con suo padre?

Si.

Da cosa si vede?

Dal fatto che nel momento in cui la ragazza affronta il conflitto e si riavvicina al padre la dermatite scompare.

Può un’ansia da separazione (detta anche “sindrome d’abbandono”) con manifestazioni distruttive da parte di un cane essere legata alla relazione che una donna ha con il padre che è morto quando lei aveva cinque anni?

Si.

Da cosa si capisce che c’è un collegamento?

Dal fatto che nel momento in cui la donna rivive l’esperienza dell’abbandono da parte del padre (avvenuta in tenera età) e fa riaffiorare la rabbia che ha contraddistinto quel momento e successivamente fa pace con quella esperienza e con suo padre, il cane smette di distruggere i mobili di casa quando è lasciato solo.

Gli animali sono lo specchio del nostro mondo interiore.

Certo uno potrebbe obbiettare: ma questo non è scientifico! e che dunque la guarigione dell’animale sarebbe avvenuta molto probabilmente comunque perché in fin dei conti si sa che le dermatiti passano e che i comportamenti mutano. Oppure: bene, ora che l’animale è guarito sicuramente questa metodica sarà possibile riprodurla con tutti i cani che hanno la dermatite o che distruggono i divani.

Fa parte della consapevolezza di ognuno di noi sapere che viviamo in un’epoca in cui il modello scientifico vorrebbe essere l’unico paradigma esistente in grado di definire le regole necessarie ad indagare la realtà.

Tuttavia, le cose non vanno proprio come gli scienziati vorrebbero che andassero.

In un bellissimo articolo riassuntivo pubblicato sul settimanale “The Economist” l’autore ha garbatamente spogliato, fino a renderlo quasi del tutto nudo, il paradigma della “scienza basata sulle prove di efficacia”, per difendere il quale non pochi ricercatori sarebbero probabilmente pronti a gettarsi nel fuoco. E – sorpresa – l’ha fatto con metodo scientifico.

Con dati alla mano e numeri statistici l’articolo mette in luce, al contrario della realtà propagandata che “lo scenario che abbiamo dinnanzi pare invece essere quello di una comunità scientifica autoreferenziale,affannata dalla corsa ai finanziamenti e concentrata quindi sull’ottenere risultati positivi “costi quel che costi”; di ricercatori al governo di una scienza esatta in virtù non già di risultati obiettivi, bensì della percezione stessa che la scienza ha di sé; di un “mercato” della ricerca non genuino, che restituisce a tutti noi risultati inautentici, sui quali poi noi stessi dovremmo basare le nostre quotidiane certezze”.

Ecco dunque che in uno scenario moralmente così compromesso dove gli interessi economici influenzano, in maniera netta, il risultato degli esperimenti a chi interessa indagare la realtà e le sue leggi universali non rimane altro che accedere ad altre proposte conoscitive in grado di soddisfare la propria sete di conoscenza.

Mi sono avvicinato alle Costellazioni Sistemico Familiari, molti anni fa, per indagare le dinamiche emozionali che non riuscivo a vedere riguardo alla mia famiglia.

Mi sono avvicinato alla Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner più di vent’anni fa perché negli scritti di Steiner ho trovato le spiegazioni di come è fatto l’Uomo riguardo al suo disegno evolutivo singolo e universale. Grazie all’antroposofia ho imparato a riconoscere le correnti spirituali che legano l’uomo e i regni di Natura al loro divenire cosmico.

La Scienza dello Spirito antroposofica, cercando di leggere entro i fenomeni del mondo, non solo li descrive nelle loro forme, nei loro movimenti e nelle loro leggi interiori ma si occupa allo stesso tempo anche di spiegare il senso del loro esistere all’interno dell’esistenza umana, da significato alla vita e il senso di ogni attività umana.

Steiner mette in rilievo che soprattutto nel 19° secolo si è andata affermando l’impostazione della ricerca scientifica ordinaria e tutto quello che vi è legato: da un lato l’osservazione correttamente condotta e l’esperimento, dall’altro l’intelletto e la deduzione ad esso congiunta.

In ogni caso tutto ciò serve solo alla conoscenza della componente fisica della realtà.

Al riguardo dichiara Steiner: questi dettami necessari alla ricerca scientifica comunemente intesa, hanno instillato nei ricercatori la certezza che si debba esclusivamente pensare e sperimentare per giungere ad un risultato scientifico, pertanto essi non sono sfiorati dalla possibilità che possa farsi della ricerca scientifica anche diversamente.

L’Antroposofia da lui concepita prende in considerazione la partecipazione dell’uomo al mondo spirituale proprio perché diverse questioni che proprio lo riguardano molto da vicino non sono davvero accessibili all’indagine scientifica-intellettualistica, come, per esempio, il problema dell’immortalità dell’anima umana, del destino e della realtà dei mondi non afferrabili dall’uomo per mezzo dei comuni sensi fisici.

Ma anche moltissime scoperte delle scienze naturali riescono incomprensibili se non si giunge a percepire l’elemento spirituale in esse nascosto.

Pure l’essenzialità del mondo sensibile esteriore rimane nascosta alla coscienza dell’uomo se non si percepisce lo spirituale intessuto in esso.

L’Antroposofia, in quanto scienza dello spirito che si prefigge di trattare ciò che non è accessibile ai sensi allo stesso modo con cui la scienza ordinaria tratta quelli sensibili, nasce proprio dalle esigenze conoscitive dell’umanità contemporanea.

Ecco perché io mi considero un ricercatore spirituale.


Un articolo a cura di Alberto dal Negro, operatore di interventi assistiti con gli animali e Elisa Bazzi, medico veterinario

“Quando ci sentiamo toccati emotivamente dal comportamento di un animale, ciò è sicuro indicatore del fatto che abbiamo scoperto intuitivamente una somiglianza tra comportamento animale e umano” scriveva Konrad Lorenz, premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973 e padre della moderna etologia.
Ed è questo il motivo per cui anni fa abbiamo avviato a Bolzano un progetto sperimentale di prevenzione del bullismo a scuola, nell’intento di far riflettere alcune classi di ragazzi sulle dinamiche fra cani, di un ‘branco’ domestico, riportandolo quindi sulle dinamiche fra giovani, illustrandone modalità, motivazioni e conseguenze. Senza grossi ragionamenti, ma semplicemente ‘osservando’ quanto succede e aiutandoli nell’elaborazione dei loro pensieri. Soprattutto facendo fare loro esperienza diretta del contato con alcuni splendidi cani. C’erano due golden retriever, una labrador, una border collie, tre pastori australiani.AAA041 19febbraio01 Alberto dal Negro


Articolo scritto dalla Dott.ssa Margherita Carretti, Etologa e Naturalista a cura del dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

La compassione e l’empatia per il più piccolo degli animali
è uno delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono.
Charles Darwin

uomo animaleEssere mediatori nella reale relazione tra uomo e animali è prima di tutto un percorso su sé stessi.

Troppo spesso veniamo sopraffatti dalle aspettative, pretendendo dagli animali una costante disponibilità al contatto, gioia e rispetto nell’interazione, immaginando che accolgano ogni nostra richiesta con pazienza e senza opposizione.

Tutto questo si tramuta inesorabilmente in una fredda stanza grigia nella quale il controllo e l’ansia prendono il sopravvento.


Articolo scritto da Dora Scialfa medico veterinario

Quando qualcuno ci dichiara che la relazione, ad esempio, con il partner di lavoro o il consorte è “come tra cani e gatti”, capiamo immediatamente che tra i due “non corre buon sangue”, per usare un altro modo di dire.

Ma “qui casca l’asino”, altra espressione comunemente usata! Perché chi conosce gli animali sa che l’archetipo della relazione cane e gatto ha delle sue realtà etologiche, ma tra i due possono nascere amicizie e sodalizi speciali, soprattutto quando i proprietari scelgono di convivere con entrambi, sotto lo stesso tetto.

I modi di dire e i luoghi comuni possono portare elementi di saggezza, ma anche rischiano di cristallizzare realtà che andrebbero rinnovate oppure osservate da altri punti di vista.tra cane e gatto


Articolo scritto dal Dott Pietro Venezia medico veterinario

pietro veneziaMi è stato chiesto tempo fa da Macro edizioni come mi sarei immaginato un mondo a misura animale senza la presenza dell'uomo. La domanda era sicuramente intrigante e mi sono venute in mente varie immagini, alcune più buie riguardanti l'epoca dei dinosauri sempre dipinte con una eterna e cruenta lotta tra animali giganteschi, altre più idilliache con canti di uccellini e colori sgargianti di una natura in pace con se stessa, altre riguardanti le foreste pluviali quasi costantemente immerse nella nebbia, umide e di una potenza tale da farti sentire piccolo piccolo e parte di un sistema piuttosto che un dominatore del sistema.


Articolo scritto da Roberta Ricci medico veterinario

Ci credete che ciascuno ha la possibilità di cambiare, fino all’ultimo giorno della propria vita? Io ci credo profondamente.

Eppure, messi di fronte ai nostri limiti e difetti spesso ci autolimitiamo pensando: “sono fatto così”, “ è la mia natura”. Lo stesso trattamento riserviamo a chi ci circonda, compresi i nostri animali ad esempio.

Consideriamo il comportamento, e ancor peggio trattiamo i soggetti che lo agiscono, come si potrebbe occuparsi di un articolo da drogheria, da inscatolare o riporre in cassetti precisi e separati. Non parlo tanto del giudizio in cui cadiamo frettolosamente, quanto di quella tendenza dirompente nel mondo attuale a dividere, settorializzare ed etichettare quel che ci si presenta. Tutto cosi appare magicamente definito, preciso. E, dulcis in fundo, difficilmente mutabile. Le ragioni di questo atteggiamento sono molteplici, che confluiscono tutte nello sfrenato bisogno di sentirci più sicuri di fronte alla complessità della vita.reberta ricci


Articolo scritto da Matteo Gandi a cura della Dott.ssa maria Cuteri medico veterinario

matteo grandiEsiste una importante fase nella vita dei cani in cui acquisiscono le capacità di conoscere e gestire gli stimoli sensoriali e sociali che provengono dal mondo esterno. Queste fasi vengono chiamate “periodi sensibili”, esse iniziano nel ventre materno e continuano per tutta la vita del nostro animale, sono momenti molto importanti per uno sviluppo equilibrato sia emotivo che comportamentale.


Articolo da Margherita Carretti, Etologa e Naturalista insieme al Dott.Stefano Cattinelli medico veterinario

Sapete quando sentite dentro una grande emozione e insieme a lei sale anche un nodo in gola, ma questo non l’aiuta ad uscire, anzi l’imprigiona e li cresce, cresce, cresce, invece che tramutarsi in parole si trasforma in commozione e l’unica cosa che vorreste fare e lasciarvi andare in un pianto liberatorio. Ecco cosa accade ogni volta che ripenso o provo a raccontare il mio percorso di vita con Talea, sorella con coda e zoccoli, che cammina al mio fianco da ormai 14 anni.

Ma partiamo dal principio, io e Talea ci siamo incontrate nel 2004, lei una giovane puledra di 3 anni da poco arrivata in Italia, piccola, spettinata e con il fuoco negli occhi. Io appena adolescente in piena crisi esistenziale, con un'unica passione: il mondo animale. Il nostro è stato un vero e proprio colpo di fulmine, come due anime che non aspettavano altro. Da lì è iniziato il nostro cammino di vita insieme.Mia sorella ha la coda


Articolo scritto da Alberto dal Negro a cura di Elisa Bazzi

 pet therapy

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo e, per non ripetermi, scrivo quello che ho vissuto stamane. Un articolo su una situazione drammaticamente attuale, che riguarda una parte consistente di persone che migrano verso il nostro paese e che è oggetto di traffico di esseri umani. Da alcuni mesi parallelamente al lavoro nell’ambito degli interventi assistiti con gli animali mi occupo di tratta e grave sfruttamento, un tema che disconoscevo e su cui si dibatte moltissimo, spesso senza cognizione di causa.


Articolo scritto da Maura Gazzotti, Educatore Cinofilo, in collaborazione con il dott. Stefano Cattinelli, Medico Veterinario

diversiQuando decidiamo di vivere con un cane, per scelta o per casualità, ci carichiamo anche di una serie di aspettative, indicazioni, consigli, luoghi comuni e convinzioni che inevitabilmente ci condizioneranno negli anni seguenti.

Alimentazione, educazione, gestione, attività, tutto sarà condizionato in qualche modo da input esterni.

Viviamo in un’ epoca in cui molto è delegato e standardizzato, ci fidiamo e affidiamo a quello che ci viene proposto da media, amici, tradizioni, in qualche modo non siamo più abituati al riconoscimento del singolo, dell'individuo, delle peculiarità' uniche che un essere senziente ha rispetto ad un altro.


Articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

Anche se tutte le domande della scienza trovassero una risposta,
i nostri problemi esistenziali non ne sarebbero neppure scalfiti.
Wittgenstein

costellazione famigliari anima-liHo deciso di applicare la metodologia delle Costellazioni Sistemico Famigliari per gli Anima-li solo attraverso l’esperienza del gruppo allo scopo di dare a tutti l’opportunità di vivere l’immedesimazione con l’animale all’interno delle dinamiche famigliari.

Rappresentare e “mettere in scena” i propri animali è una cosa delicata e spesso difficile perché può venire facilmente “sporcata” da sensi di colpa e dal senso di inadeguatezza che si vive nello sperimentare certi moti interiori che appartengono all’animale e che a noi, nella nostra percezione ordinaria, sono del tutto sconosciuti; rappresentare invece gli animali che vivono con altre persone è piuttosto facile in quanto la libertà espressiva corporea-emozionale che si sperimenta è realmente in grado di farci sperimentare i livelli più profondi dell’esperienza interiore animale e in tal senso ci aiuta a conoscere meglio l’intera dimensione animale.


Articolo di Matteo Gandi, educatore cinofilo in collaborazione con Ilaria Magnelli, medico veterinario

Un bisogno è uno stato che spinge l’animale colmare una carenza. Capirli e soddisfarli ci aiuterà nella relazione uomo-animale portando innumerevoli benefici al cane, rendendolo felice e sano sia fisicamente sia psichicamente. Il risultato sarà un beneficio che irraggerà tutto il gruppo famiglia.

Per parlare dei bisogni del cane, utilizzeremo come esempio gli studi svolti da uno psicologo sui bisogni fondamentali umani che, con qualche modifica, applicheremo ai bisogni del nostro cane.


Articolo scritto da Maria Teresa Barca (allevatrice) e dal Dott. Stefano Cattinelli medico Veterinario

“Non è detto che l’amico del cuore appartenga alla razza umana”

Rocco Chinnici

Allevare eticamenteMi chiamo Maria Teresa ed ho 47 anni.

Per 25 anni ho venduto articoli e alimenti industriali per cani e gatti.

Iniziai negli anni ’90 quando si vendevano zuppe, salami di “carne”, riso soffiato e verdure liofilizzate; le uniche aziende di alimentazione per animali presenti sul mercato erano Hill’s ed Eukanuba.


Articolo scritto da Federica Roano e Dott. Stefno Cattinelli

Ogni volta che osservo una persona affianco al suo animale, mi chiedo cosa abbia spinto due specie così diverse ad avere una relazione tanto intima da diventare quasi un contenitore di segreti.

Se ci pensate, noi e i nostri animali domestici abbiamo caratteristiche ben distinte che ci differenziano: a partite dal numero di zampe che poggiamo a terra, passando per il diverso utilizzo che facciamo dei sensi fino al tipo di ragionamento che mettiamo in atto. Poco ci accomuna. Sicuramente però siamo tutti mammiferi.

I mammiferi, tra le altre caratteristiche fondamentali, danno una importanza vitale alle relazioni. Per questo tipo di animali fare parte di un gruppo e avere degli amici è fondamentale per la sopravvivenza e quindi nei millenni abbiamo affinato le nostre doti sociali per intenderci sempre al meglio. I rapporti interpersonali si sono sempre più evoluti, i legami si sono rafforzati ed hanno assunto un significato molto profondo che risponde, in parte, anche alla domanda: chi sono io?nature


Articolo scritto dalla Dott.ssa Roberta Ricci medico veterinario

Nell’accudimento dei nostri amici animali, la carezza e il massaggio possono essere, allo stesso tempo, preziosi strumenti di relazione, prevenzione e cura.

il toccoIl massaggio rappresenta un’antica forma di “terapia” capace di contribuire al benessere psico-fisico sia dell’essere umano sia degli animali domestici. Come in molti sapranno, la pelle è l’organo più esteso del corpo e il senso del tatto è, nello sviluppo embriogenico di ogni soggetto, il primo a svilupparsi. Il riflesso diretto e concreto di questo primato è che il contatto fisico rappresenta un bisogno primario. Questo vale per noi uomini e, naturalmente, anche per gli animali che ci vivono accanto e per i quali rappresentiamo il principale riferimento affettivo. Le conseguenze sono innumerevoli.


articolo scritto dal Dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

La logica vi porterà da A a B.
L’immaginazione vi porterà dappertutto
Albert Einstein

il processo di trasfromazione degli animaliGli animali come il cane e il gatto hanno seguito, nella loro storia evolutiva, un percorso di trasformazione dalla vita selvatica a quella domestica.

Un processo che è avvenuto per gradi e per tappe.

Se prendiamo in considerazione il progenitore del cane cercando di immaginarci da dove è partito e lo seguiamo fino a vederlo arrivare a dormire sul nostro divano, felice di essere lì, con uno sguardo d’insieme abbiamo abbracciato un processo durato migliaia di anni.

Esiste, nella tradizione alchemica, una definizione molto precisa di PROCESSO.

Il PROCESSO è formato da tre parti.


Articolo scritto dalla Dott.ssa Margherita Carretti, Etologa e Naturalista a cura del dott. Stefano Cattinelli medico veterinario

contagio emozionaleChiunque condivida la sua vita con un animale si sarà reso conto di come la comunicazione con loro viaggi anche attraverso un piano di tipo emozionale.

Non sto parlando solo di quegli episodi straordinari che si sentono raccontare in cui un animale non si allontana per giorni dal letto del suo compagno umano malato, ma di quei momenti di vita quotidiana, come una passeggiata, in cui anche solo un nostro piccolo aumento d’ansia viene percepito ed immediatamente porta ad un aumento dell’attenzione anche da parte del nostro compagno a 4 zampe.

Non si tratta di poteri soprannaturali, ma di un meccanismo adattativo sviluppatosi nel corso dell’evoluzione fin dall’origine dei cordati, più di 600 milioni di anni fa, chiamato Contagio Emozionale.


Di Matteo Gandi, educatore cinofilo e Ilaria Magnelli medico veterinario omeopata

Che esperienza fantastica quando un cane entra nel nostro nucleo familiare!

Un legame che si è co-evoluto in migliaia di anni, portando alla nascita di una nuova specie, il “Canis familiaris”, poi selezionato nelle centinaia di varietà che oggi conosciamo.

L’uomo e il cane, due specie differenti, hanno stretto un forte legame e forse lo sforzo maggiore è sostenuto proprio dal cane, nel tentativo di comprendere il nostro mondo e il nostro linguaggio.


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