Educazione cinofila

Giocare con gli animali per nutrire la vita

Articolo a cura di Valentina Armani, facilitatrice sistemica nella relazione con gli animali, educatrice e istruttrice cinofila

Anni fa, quando ancora ero una bambina, spesso con la mia famiglia trascorrevo le vacanze in una casa tra le montagne austriache. 

I gestori del luogo che ci ospitava hanno una figlia, Karin, che ha poco più della mia età ed eravamo diventate grandi amiche.
Un inverno arrivò una grande nevicata e sulla grande terrazza era sceso almeno un metro di neve.
Io e Karin giocavamo spesso insieme, trascorrevamo ore e ore a condividere giochi e inventare storie. La montagna di neve scesa nella notte era un perfetto nuovo spazio di gioco, immaginammo di essere delle volpi che scavavano dei tunnel sotterranei per creare la propria tana. Ci divertimmo tantissimo, tanto che rimase tra i miei ricordi più belli. I nostri genitori erano un po’ meno felici di noi quando ci trovarono acciambellate nascoste sotto la neve.

Karin non sapeva parlare italiano e io non sapevo una parola di tedesco, questo non era un limite, abbiamo sempre giocato insieme, in condivisione, senza difficoltà… fino a quando non siamo cresciute e il confronto verbale si rendeva necessario, come se non fossimo più capaci di comunicare come avevamo sempre fatto.
Come avevamo fatto ad intenderci senza parlare la stessa lingua? Niente di speciale, semplicemente non utilizzavamo il linguaggio verbale ma ci affidavamo al linguaggio non verbale e a quello emozionale, un linguaggio spontaneo che i bambini conoscono bene.

Nelle librerie troviamo tantissimi libri dedicati alla conoscenza degli animali, soprattutto al cane e al gatto, i due animali che più abbiamo accolto nelle nostre case. Molti di questi libri sono interamente dedicati a insegnarci come giocare insieme. Tra i titoli risaltano nomi come “100 e più giochi con il cane” o “mille modi per far divertire il tuo cane”. Libri sicuramente interessanti e con ottimi spunti. Ho incontrato però nel tempo tante persone, che avevano acquistato i giocattoli più belli per i loro cani ma poi, al momento di divertirsi insieme non sapevano giocare.
Lanciavano una pallina al cane pretendendo che la riportasse e se questo non accadeva se ne andavano sconfortati, “il mio cane non sa giocare dicevano”. Che frustrazione.
Quello che vedevo non era un gioco ma la richiesta di eseguire un compito.

Anche i cani, come i bambini, sanno giocare tra di loro senza che nessuno gli spieghi le regole del gioco e senza per forza dover utilizzare dei giocattoli.

“Giocare è una cosa seria” diceva Bruno Munari, questo perché ha un valore educativo immenso, non certo perché la serietà è la qualità che caratterizza il gioco. Infatti Munari aggiungeva “I bambini di oggi sono gli adulti di domani, aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi, aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi, aiutiamoli a diventare più sensibili. Un bambino creativo è un bambino felice!" e aggiungo io che anche un adulto che sa giocare, libero dagli stereotipi, è un adulto felice.

Il gioco dà la grande opportunità di sperimentarsi, di conoscersi, aumentando le abilità di chi gioca, che siano motorie, di percezione, ma anche cognitive. Quello che più differenzia un gioco da un compito è soprattutto la gioia che lo accompagna. Il gioco si muove sulle note della felicità, della spontaneità e del divertimento. Senza questi tre ingredienti non è possibile giocare.

Da questi tre ingredienti nasce anche la meraviglia dell’incontro con i cuccioli. Cane o gatto che siano, ogni cucciolo che entra nelle nostre case porta grandi risate a tutta la famiglia. Sanno coinvolgerci nella loro gioia di vivere e con movimenti buffi ci rubano un sorriso. Ci sono anche persone che in questi atti di gioia vedono solo dei piccoli demoni che creano caos e distruzione.
Purtroppo, nel cammino verso l’età adulta capita di perdere di vista che, anche se viviamo in un contesto che richiede molta serietà, che ci crea grandi preoccupazioni, e che ci insegna a giudicare e giudicarci, possiamo continuare a gioire per l’immensa bellezza che la vita ci dona.
Tutto è importante, niente è superfluo ma tutto deve essere in equilibrio.

E quindi, come si fa a giocare? Osservate i bambini, osservate i cuccioli e gioite. Non sono necessari giocattoli per giocare. Rotolatevi su un prato, fate le capriole con il vostro cane, una corsa tra i boschi… fate tutto quello che più di tutto risveglia dentro di voi la felicità, con creatività. Questa opportunità sarà la magia più incredibile di tutte per riconnettervi alla vita.


L'articolo è stato scritto da: Valentina Armani
Professione: Facilitatrice sistemica nella relazione con gli animali
Telefono: 348 261 9611
Email: posta@valentinarmani.com
Sito: www.valentinarmani.com

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