Educazione cinofila

Imparare a mettersi in ascolto di noi stessi imparando ad ascoltare gli altri

Articolo a cura di Francesco Scagliotti, Educatore Cinofilo, Istruttore di Ricerca Olfattiva Ludica


Gli ultimi due anni ci hanno portato a fare cambiamenti radicali nelle nostre vite, ci siamo trovati a dover prendere decisioni più o meno difficili, ci siamo trovati, come mai prima, a doverci confrontare con gli altri.

La domanda che più volte mi sono posto è stata: “eravamo pronti a tutto questo?”

Per me sono stati anni di grandi cambiamenti uno tra tutti, forse anche quello più radicale ed avvenuto esattamente un anno fa, dare le dimissioni dal mio vecchio lavoro per dedicarmi esclusivamente ai cani.

Io lo definisco come aver fatto un vero e proprio salto nel cambiamento. Non è stata una decisione facile, ci sono voluti mesi per poter giungere ad accoglierla nella maniera più serena possibile.
Oltre ad avere avuto l’appoggio ed il sostegno della mia famiglia, mi son dovuto mettere in ascolto di me stesso, prestare attenzione a cosa diceva il mio corpo, la mia anima, nonché quella parte di me che probabilmente mi condiziona di più: la mente.

Per poter arrivare ad ascoltarmi libero da condizionamenti di qualunque genere ho avuto ed ho degli ottimi maestri: tutti i cani con i quali mi relaziono quotidianamente, a cominciare da Tabata, la compagna pelosa che condivide con noi la sua vita.

Ogni volta che incontro un cane, che sia per lavoro o meno, eseguo un piccolo rituale, chiudo gli occhi, faccio un bel respiro e svuoto la mente affinché io possa entrare in connessione con lui e, quindi, riuscire ad ascoltarlo.

Mi è capitato più di una volta che qualche cane, durante una passeggiata, si fermasse senza alcun apparente motivo e mi fissasse. In realtà mi stava dicendo qualcosa, mi stava parlando ed io dovevo imparare ad ascoltarlo. Come quella volta dove Pulce si fermò davanti all’ingresso di un sottopassaggio. Apparentemente non c’era nessuno e non sentivo alcun rumore ma da lì a poco sbucò una persona.

Un’altra volta Miele e Tabata si fermarono contemporaneamente nel mezzo di un sentiero. Non ne volevano sapere di andare né da una parte né dall’altra, io e Sandra ci siamo guardarti ed un secondo dopo giunsero, a gran velocità, due persone in bici.

Durante una passeggiata, invece, mi accadde l’esatto opposto con un cane che, a un paio di chilometri da casa, incominciò a tirare come un forsennato verso la sua direzione.
Avrei voluto proseguire poiché avevamo ancora diversi minuti da condividere assieme, ma non ci fu niente da fare, era come se avesse sentito che qualcuno della famiglia fosse arrivato a casa.
Assecondai il suo comportamento ed una volta giunti a destinazione si fiondò all’interno senza salutare i suoi compagni umani. Chiesi allora alla padrona di casa se fosse arrivato qualcuno di conosciuto e la risposta fu affermativa: da una ventina di minuti, momento nel quale aveva iniziato a tirare, era arrivato il fidanzato di una delle due figlie. Impressionante!

In un’altra occasione fui chiamato all’ultimo momento per svolgere un servizio di dogsitting per gli ospiti di un albergo e così mi trovai a portare in passeggiata un cane che vedevo per la prima volta, ma non passò molto che fece subito retromarcia verso l’hotel. Era chiaro ciò che mi stava dicendo: “Io non ti conosco, sono in un posto nuovo quindi voglio tornare nel luogo che più mi da tranquillità, l’albergo!!!” E Cosi fu! Trascorremmo infatti diverse ore nel giardino dell’hotel, salvo alcune piccole passeggiate lungo il perimetro dello stesso.

Potrei continuare con altri racconti più o meno simili, ma il significato rimane sempre lo stesso: l’importanza d’imparare ad ascoltare cosa ci dicono, in questo caso, i cani, così come tutti gli altri esseri del mondo animale e vegetale, uomo compreso.

Tornando alla domanda che mi sono posto, ossia se eravamo pronti a tutto questo, la risposta iniziale è stata no!

No, perché per poter affrontare serenamente tutto quello che ci siamo trovati a vivere negli ultimi due anni avremmo dovuto imparare, per prima cosa, ad ascoltare, senza giudizio ma con accoglienza, anche l’altro, persona, animale o vegetale che sia. Solo allora saremmo stati pronti ad ascoltare noi stessi ed avremmo potuto vivere in maniera serena tutto quello che ci è successo e tutt’ora succede.

Ma non è tardi, impariamo a metterci in ascolto degli altri, così impareremo ad ascoltare noi stessi e solo allora saremo pronti per fare un salto in una esistenza migliore.


L'articolo è stato scritto da: Francesco Scagliotti
Professione: Educatore Cinofilo e Istruttore di Ricerca Olfattiva Ludica
Telefono: 347 172 3746
Email: info@ricercaolfattiva.com

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