Medicina non Convenzionale - MnC

L’intestino, crocevia delle dimensioni fisica, vitale ed emozionale

Articolo a cura di Roberta Ricci, Medico Veterinario esperto in Comportamento e in IAA e Consulente di relazione Uomo Animale

L’intestino è un organo apparentemente semplice, di aspetto umile e con un compito spesso sottovalutato, ma questo lungo viscere cavo, è in realtà caratterizzato, da un punto di vista anatomico e funzionale anche nei nostri animali, da una complessità che lascia sbalorditi.


Anatomicamente è rivestito da una parete che per struttura ricorda un frattale, in cui alle grandi anse si aggiungono, procedendo dal grande al piccolo, ripiegamenti della mucosa (i villi intestinali) con relative micropieghe (i microvilli) ed è innervato da neuroni che in larga parte sono autonomi dal sistema nervoso centrale. Inoltre, nell’intestino vive una popolazione di microrganismi denominati Microbiota, che contribuisce in maniera determinante ai processi digestivi, alle relazioni enzimatiche e alla risposta immunitaria.


L’intestino, in questa complessità, viene paragonato dagli scienziati ad un “secondo cervello” dotato di una sua rete neuronale e in grado di produrre precursori ormonali e neuropeptidi attraverso i quali l’organo parla efficacemente a distanza con il cervello (asse intestino-cervello) e con il resto del corpo, intervenendo significativamente anche nel modulare le risposte emotive e comportamentali del soggetto. Così facendo, occupandosi di “digerire” non solo il cibo in senso stretto, ma anche le esperienze vissute che in modo più sottile “nutrono” il soggetto, assolve al ruolo di selezionare ciò che serve all’organismo e che diventerà parte integrante del soggetto, contribuendo a costruire la componente fisica, influenzandone la vitalità e modificandone l’assetto emozionale. E’, inoltre, ormai noto che una “buona digestione” nella persona sostiene i processi cognitivi. Ciò che resta della selezione fatta dall’intestino - l’inutile, il dannoso - verrà scartato.


Capiamo allora che l’intestino può, a buon diritto, essere considerato un importante crocevia tra la dimensione della materia e quella dell’anima anche nei nostri animali.
Il legame tra intestino ed emozioni è, in effetti, conosciuto da millenni; molte medicine tradizionali considerano il buon funzionamento di quest'organo basilare per la salute in senso olistico e anche in medicina comportamentale l’osservazione dei comportamenti alimentare, digestivo ed escretorio sono elementi fondamentali per comprendere molteplici situazioni di disequilibrio.

Prendersi cura dell’intestino del nostro cane o del nostro gatto, osservandone la regolarità, e ascoltandone in profondità i movimenti, da un punto di vista sistemico allargato, suggerisce anche importanti legami con il vissuto emotivo non solo del soggetto stesso, ma anche della famiglia in cui è inserito.


Proviamo a osservare una situazione concreta, per comprendere meglio la portata di questi aspetti.
Mia, meticcia di setter irlandese, di 8 anni, sensibile e leggermente insicura in contesto cittadino, vive in una famiglia composta da madre, padre e due figli ed è estremamente legata a Juri, 14enne, con il quale è cresciuta. Da qualche mese presenta episodi di diarrea autolimitanti, piuttosto frequenti. Gli esami non mostrano nulla di anomalo, ma un’anamnesi approfondita mette in luce il fatto che Mia viva con particolare agitazione le discussioni tra il ragazzo e i genitori, che hanno come focus il tema della scelta. Il suo malessere è compatibile con una risposta emozionale alla situazione di tensione crescente vissuta dal ragazzo e non sempre espressa. La famiglia modifica l’alimentazione di Mia passando ad un cibo di miglior qualità e digeribilità. Inoltre, sostiene la funzionalità intestinale con alcuni cicli di probiotici. Ma la domanda che permette di trovare il nesso con l’aspetto emozionale è: quale immagine rimanda alla famiglia la situazione di Mia? La risposta è di Juri: “non ne vuole sapere di ciò che le danno da mangiare, anche se le dicono che è buono per lei”. L’intestino di Mia decide di liberarsi in fretta di qualcosa che la fa soffrire, di un cibo sottile che, quando arriva, viene avvertito dall’istintivo cervello intestinale come dannoso, in questo caso probabilmente il carico emotivo e di aspettative percepito da un preadolescente alle prese con la ricerca della propria strada. Mia smette di avere episodi quando il percorso scolastico desiderato da Juri viene accettato dai genitori.

Cosa è accaduto? L’intima relazione tra la cagnolina e il ragazzino ha gettato le basi per una comunicazione emotiva profonda tra i due, che si è tradotta in un sintomo fisico, ben evidente a tutto il sistema familiare.


Il legame tra corpo ed emozioni di cui parla l’intestino è subito evidente, come nitida è l’immagine del rispecchiamento del vissuto emotivo tra animali e figure umane di riferimento.
L’intestino è dunque un organo in cui transitano e si trasformano la materia, l’energia e le emozioni; porta inoltre con sé memorie importanti, come quelle delle relazioni nelle primissime fasi di vita e, da un punto di vista simbolico e psicosomatico, si collega emozionalmente ai temi del fluire, del trasformare e del controllare. Una sofferenza dell’intestino può essere allora correlata ad una difficoltà nell’accettare il fluire di qualche esperienza, così da accelerarne la fine o da cercare di trattenerla.


Comprendere questi legami e poter sciogliere i nodi emozionali che ne stanno alla base, significa, per noi e i nostri animali poter sostenere e riconquistare un buon equilibrio di salute.


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