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Reishi il fungo degli Imperatori cinesi

Articolo a cura di Elena Maria Caleca , Medico Veterinario specializzato in MTC-MNC

In natura esistono svariate specie di funghi tra cui quelli con proprietà medicinali che furono in tempi antichi e, a tutt’ora, impiegati per la cura di diverse patologie.

Un fungo degno di nota e sul quale sono state eseguite diverse ricerche scientifiche è il reishi o chiamato anche : “ Pianta dello spirito”, “ Sciamano”, “ Fungo dell’immortalità”. Questa denominazione è dovuta al fatto che si riteneva e si ritiene che favorisca, se assunto regolarmente, la longevità. Il suo nome scientifico è: Ganoderma lucidum traducibile in derma brillante.

Il Reishi è stato definito anche il re della medicina erboristica ed è addirittura considerato superiore per le sue proprietà al ginseng. L’antico testo cinese “Shen Nong Ben Jing” che risale al 500 d.c. affermava già che questo fungo fosse utile per aumentare l’energia vitale, le facoltà mentali, per prevenire la smemoratezza, per ritardare l’invecchiamento e favorire la longevità.

I moderni erboristi usano il reishi per trattare anche la sindrome da fatica cronica ed il diabete.

Inoltre si è studiata la sua azione disintossicante sul fegato che contribuisce, nell’integrazione con altre terapie, a curare l’epatite. Può abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e inoltre prevenire l’insorgenza e la crescita tumorale e può essere un valido antitrombotico. Nella medicina tradizionale cinese il reishi è utilizzato per curare l’asma, ulcere gastriche, insonnia, artrite e bronchite. Ha anche, tra le varie, un’azione antistaminica ed è noto per alleviare le sofferenze associate alla febbre da fieno.

Si ritiene che l’uso in concomitanza di vitamina C ne aumenti l’assorbimento e ne potenzi gli effetti. Inoltre il reishi è un ottimo rimedio per innalzare le difese del sistema immunitario, specialmente se utilizzato su animali in trattamento chemioterapico, oltre ad essere un potente antiossidante ed un calmante del sistema nervoso.

Nei nostri animali si può somministrare, sempre sotto valutazione del medico veterinario, nella dose di 10 gocce due volte al giorno nel cavallo, 7 gocce due volte al giorno nel cane e 3 gocce al giorno nel gatto.


L'articolo è stato scritto da: Elena Maria Caleca
Professione: Medico Veterinario specializzato in MTC-MNC
Telefono: 347 111 2646
Email: elenacaleca@libero.it

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