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Coltiviamo lo Spirito…di adattamento con il fiore di Bach Walnut

Articolo a cura di Dora Scialfa, Medico Veterinario

Si sa ormai che in natura non è il più forte che sopravvive ma chi meglio si adatta…di questi tempi però, il tema ha un gusto amaro proprio come il liquore che si ricava dal mallo del noce, che vorrebbe farci digerire anche notizie a dir poco indigeste e abbuffate di cambiamenti.


Senza alzare troppo il gomito e finire a bere per dimenticare o perderci in balia degli eventi esterni, l’occasione si fa ghiotta trasformando lo spirito dell’alcol in un impegno quotidiano di rinforzo interiore per affrontare i cambiamenti fuori e soprattutto dentro di noi. Come? Per iniziare può essere importante sostare, prendersi del tempo per percepire, scegliere, agire e portare avanti il cambiamento fatto, con coscienza o se preferite con presenza di spirito.

 
E se proprio non possiamo far meno dell’alcol, possiamo assaporarlo nelle gocce del preparato floreale che Eduard Bach ha indicato come aiuto per tutte le trasformazioni che possiamo trovarci ad affrontare nella nostra biografia: Walnut è il fiore del noce che protegge dai condizionamenti esterni…un “adattogeno” per noi e i nostri animali naturalmente!

Nella mia professione di veterinaria dopo il Resque Remedy per le emergenze, Walnut è il fiore di Bach che ho “prescritto” di più; per ogni cambiamento anche su un piano fisico: gravidanza, pubertà, sterilizzazione, nell’anzianità, per nuove abitudini e ritmi, per traslochi, cambio di scuderia nel caso di cavalli, per nuove convivenze con altri animali o persone, per i viaggi, per la sensibilità ai cambi di stagione, per proteggere e catalizzare il passaggio da una situazione ad un altra.


L’ elenco potrebbe continuare fino a ritrovarci sotto un noce, magari d’estate, la notte di San Giovanni con un falcetto dalla lama di legno a raccogliere le noci ancora avvolte e protette dal loro mallo. Avvolti da questa atmosfera la serata potrebbe proseguire davanti ad un focolare ad ascoltare una fiaba che ha a che fare in un certo senso con Walnut: “L’allodola che trilla e saltella” dei Fratelli Grimm. Proprio una noce viene donata dal
Vento della notte alla protagonista, con l’indicazione di lasciarla cadere in mezzo al mare e lì sarebbe divenuta albero di noce, per permettere al grifone di sostare durante la lunga attraversata…ma, si sa, il Vento soffia dove vuole e nuove prove attendono la protagonista. Viaggi, metamorfosi, protezione da fattori esterni, punti di svolta e alcuni dettagli fanno risuonare questa fiaba con aspetti che possono essere ricondotti proprio all’indicazione che diede Bach per l’uso del fiore Walnut.


Per evitare di ritrovarci intrappolati in moderni incantesimi, colgo il messaggio veicolato dal fiore del noce per valorizzare e custodire lo spazio e il tempo dedicato a far risuonare nel silenzio le note della nostra biografia, per raccogliere nuove forze e seguire la propria strada, per affrontare prove, superare ostacoli, accogliere cambiamenti e ringraziare per ogni incontro, con rinnovata fiducia.

 
Se poi la fiducia vogliamo dipingerla anche un po’ di verde godremo della speranza, e allora bruciare le paure e saltare il fuoco, come si usa fare per San Giovanni, magari con un rametto di iperico, non sarà un salto nel buio ma un salto che ha altre qualità e i nostri animali saranno più protetti e forse più contenti di accompagnarci nella nostro viaggio che  si fa fiaba vivente in compagnia di tutti i regni di natura.


Mi raccomando dopo la serata brava del 24 giugno non addormentatevi sotto il noce, la tradizione popolare lo sconsiglia e anche la botanica lo conferma: le radici secondarie e le foglie secernano piccole quantità di juglandina, una sostanza tossica; potreste però fare un’eccezione nel caso scoppi un acquazzone estivo, pare infatti che il noce non venga colpito dal fulmine, ma potreste essere colpiti da noci se vi doveste trovare in un matrimonio slavo, anziché il riso agli sposi si lanciano noci! Il messaggio è chiaro per chi conosce lo spirito di adattamento che ci vuole nel corso di un matrimonio…


P.S. Vi do un trucco in cucina della mia bisnonna: se decidete di fare le tigelle, per cuocerle provate ad usare le foglie di noce al posto della carta forno e il retrogusto sarà speciale!


L'articolo è stato scritto da: Dora Scialfa
Professione: Medico Veterinario
Telefono: 349 868 2506

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